Come vanno le Borse europee e rialzi del petrolio
Le Borse europee incrementano le perdite dopo un’apertura negativa. A pesare sulle valutazioni degli investitori, l’aggravarsi della guerra in Medio Oriente, l’aumento dei prezzi del petrolio con il prevedibile rialzo dell’inflazione e dei tassi d’interesse che non hanno bilanciato le trimestrali su cui incombono comunque i dubbi sulla redditività degli investimenti sull’intelligenza artificiale. Preoccupa anche il rialzo del greggio con il Brent che si avvicina alla soglia dei 100 dollari al barile (+3,9% a 97,7 dollari al barile). Oggi è in programma il consiglio direttivo della Bce che dovrebbe lasciare i tassi invariati a meno di sorprese. Sul fronte macro l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere in Francia è salito a 101 punti a luglio, rispetto ai 100 di giugno, in linea con le aspettative del mercato e rimanendo vicino alla sua media di lungo periodo. In particolare, Francoforte cede lo 0,86%, Parigi l’1%, Amsterdam e Madrid lo 0,55%. Milano segna un ribasso dell’1,4%.
Focus su Piazza Affari
Sul fronte societario entra nel vivo la stagione delle trimestrali. A Piazza Affari Stmicroelectronics crolla del 16% dopo la pubblicazione dei conti: il gruppo ha chiuso il trimestre con un utile netto di 222 milioni di dollari, in forte miglioramento rispetto alla perdita di 97 milioni registrata nello stesso periodo dello scorso anno, ma le indicazioni previsionali del management non convincono il mercato. In forte calo anche Moncler (-6%), dopo una semestrale in linea con le attese accompagnata da indicazioni per i mesi venturi improntate alla prudenza. Debole anche Stellantis (-0,5%), nel giorno della diffusione dei dati sulle immatricolazioni nell’Unione europea. Sul fronte auto, negli Stati Uniti, intanto, i riflettori restano puntati su Tesla. Il gruppo guidato da Elon Musk ha riportato un utile per azione adjusted di 33 centesimi, inferiore ai 51 centesimi attesi dagli analisti. Il titolo ha così ceduto circa il 4,5% nelle contrattazioni after-hours. Tornando a Milano, le vendite colpiscono anche Unicredit che, nonostante una semestrale superiore alle attese e un utile netto record di 6,1 miliardi di euro, in crescita del 24% su base adjusted, scivola del 2,4%. Resistono alle vendite le azioni oil, con Eni in rialzo dell’1,7%.

