A- A+
Economia
Gas, Russia libera dall'accerchiamento: il segnale di Putin a Obama

Trentotto milioni di metri cubi di gas, ogni anno per trenta anni (2018-2048), dalla Russia correranno a sfamare la crescente sete energetica del gigante cinese, che intanto combatte dall’altra parte del continente asiatico per conquistare scogli e isole potenzialmente ricchi di risorse. L’accordo tra il presidente russo, Vladimir Putin, e quello cinese, Xi Jinping, è stato raggiunto ieri, alle 4 di mattina (ora cinese), e potrebbe apparire come la naturale conseguenza della vicinanza politica fra i due paesi negli ultimi anni. In realtà, fino a ieri, l’affare sembrava destinato a saltare e molti mezzi di informazione avevano già titolato sul fallimento di Putin a Shanghai. Le continue dichiarazioni di quest’ultimo circa una vaga “fase finale” delle concertazioni, infatti, si infrangevano contro risposte cinesi ancora meno nette circa gli obiettivi condivisi delle rispettive politiche estere, ma la tenacia del presidente russo nel sostenere la trattativa ha portato a compimento un accordo dell’ultimo minuto.

Un’intesa di questa portata, spiega Lorenzo Capisani, ISPI Research Trainee, lancia un chiaro segnale anche all’avversario che Putin ha in comune con Xi: gli Stati Uniti, che fronteggiano la Russia sul fronte ucraino e cercano di limitare le pretese territoriali cinesi nei mari asiatici. In questo senso, il presidente russo ha sottolineato come il prezzo del gas sarà basato sulle fluttuazioni di quello del petrolio, la stessa formula utilizzata per le forniture all’Europa, che la Cina aveva  rifiutato inizialmente. La riservatezza sulle clausole del contratto, che non sono state rese pubbliche, impedisce di avere indicazioni in merito, ma il bisogno russo di diversificare la produzione e di evitare il braccio di ferro con l’Ue potrebbe avere avuto il proprio peso. Del resto, il viaggio di Putin (20-21 maggio) si inserisce, per quanto riguarda la Cina, nella ricerca di una strategia economica comune che è in atto da almeno dieci anni e che le necessità degli eventi in Ucraina hanno reso urgente. 

Nonostante la segretezza circa i dettagli del progetto, gli analisti hanno confermato le stime sui 400 miliardi di dollari circolate in questi giorni. I campi di estrazione che forniranno il gas dovrebbero essere quello di Irkutsk, vicino al confine con la Mongolia, e di Chayandinskoye, più a nord rispetto al primo. La Cina finanzierà la costruzione del gasdotto soltanto all’interno del proprio territorio mentre la Russia si occuperà del tratto di pipeline restante. Oltre al gas, la China National Petroleum Corporation e Rosneft hanno raggiunto un accordo di 5 miliardi di dollari per una raffineria a Tianjin, che dovrebbe trattare 260 mila barili al giorno. L’anno scorso, Russia e Cina si erano accordati anche per una fornitura di 300 mila barili giornalieri per i prossimi venti anni.

La Russia, nel periodo sovietico, è stata storicamente il primo paese ad avere fornito assistenza tecnica e scientifica alla neonata Repubblica Popolare Cinese con il primo trattato di alleanza e amicizia (1950). Dopo la sconfessione di Stalin ad opera di Krusciov durante il XX congresso del partito comunista russo (1956), iniziò un lento processo che culminò con la rottura politica fra i due capofila del comunismo mondiale e con il ritiro di tutti gli ingegneri sovietici dalla Cina (1960). Questo non ha significato una spaccatura anche sul fronte dei commerci bilaterali, specie vista la divisione mondiale in blocchi imposta dalla guerra fredda di quegli anni. La Cina ha continuato per molti anni a servirsi della Russia per approvvigionarsi in campo petrolifero, nonostante divisioni ideologiche e scontri sulla frontiera comune per questioni territoriali. Oggi, secondo dati Unctad, la Cina è il secondo partner commerciale per la Russia sul fronte delle esportazioni mentre Mosca è stato – finora – il decimo paese a esportare gas in Cina.

L’intesa fra le due emerging power segna un passo in avanti nell’evitare un accerchiamento che è politico ancora prima che commerciale, evidenzia Capisani. La sintonia fra i due paesi si è già espressa l’anno scorso nell’opposizione all’intervento militare in Siria e, attualmente, sembra costituire l’opzione vitale per Mosca nei confronti di un’Europa condizionata dagli eventi in Ucraina. D’altro canto, la Cina ha un suo vantaggio nel soddisfare parte delle sue necessità energetiche e nel legare a sé un alleato nel Consiglio di sicurezza, specie se le pretese di Pechino nel Mar cinese meridionale e orientale dovessero incontrare in futuro una resistenza attiva da parte degli Stati Uniti. In questo senso, l’accordo appare essere stato influenzato del pivot to Asia di Obama, a cui il viaggio di Putin è stato peraltro paragonato. La nuova politica dell’amministrazione americana verso Cina e Russia sembra avere avuto il risultato di avvicinare i due rivali e ha posto un’incognita sul futuro strategico di Washington nelle rispettive aree di influenza.

www.ispi.it

Tags:
ispigasusacina
i più visti
in evidenza
"Professione Manager". Perrino ospita Scaroni e Fiorani

Affari al Festival dell'Economia

"Professione Manager". Perrino ospita Scaroni e Fiorani


casa, immobiliare
motori
Nissan Ariya protagonista nella conquista dei due Poli

Nissan Ariya protagonista nella conquista dei due Poli

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.