Geoeconomic Dialogues, organizzati da ISPI, riuniscono a Milano leader aziendali, policymakers ed esperti
L’ordine economico globale sta attraversando una trasformazione strutturale. Commercio, investimenti e tecnologia non sono più governati esclusivamente dalla logica di mercato: sono diventati strumenti politici, utilizzati dalle grandi potenze per promuovere i propri interessi strategici e ridurre le fragilità sistemiche.
Geoeconomic Dialogues, organizzati da ISPI, riuniscono a Milano leader aziendali, policymakers ed esperti per una conferenza di alto livello dedicata alla sicurezza economica, analizzata da tre prospettive distinte ma interconnesse: americana, europea e cinese. Hanno partecipato con i loro interventi Paolo Magri, Presidente Comitato Scientifico ISPI; Antonio Villafranca, Vice Presidente per la Ricerca ISPI, in qualità di moderatore; Damien Levie, Adviser to the Deputy Director General on Economic Security Tools and Technology, DG TRADE, European Commission; Alicia Garcia Herrero, Chief Economist for Asia-Pacific, Natixis; Zongyuan Zoe Liu, Maurice R. Greenberg Senior Fellow for China Studies, Council on Foreign Relations; Mario Corti, Senior Partner, KPMG Italy; Veronica Squinzi, Vicepresidente con delega all’internazionalizzazione, Assolombarda; in collegamento video Emma Marcegaglia, Vice Presidente ISPI, Presidente e Amministratore Delegato Emma Marcegaglia Holding; Marcello Cattani, presidente Farmindustria. La conclusione finale ha visto la partecipazione di Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Commissione europea.
Mentre gli Stati Uniti ridefiniscono la propria politica industriale e commerciale attorno all’interesse nazionale, l’Unione Europea sviluppa una propria dottrina di de-risking e la Cina intensifica la spinta verso l’autosufficienza tecnologica. Le aziende che operano lungo queste linee di frattura geopolitiche si trovano, così, ad affrontare una complessità senza precedenti. La conferenza ha analizzato come le imprese possano orientarsi in un contesto caratterizzato da dazi, controlli sulle esportazioni, screening degli investimenti e frammentazione delle catene di approvvigionamento, individuando al contempo gli ambiti in cui dialogo e cooperazione rimangono possibili.
Mettendo in diretto confronto la strategia aziendale con l’analisi geopolitica, i Geoeconomic Dialogues mirano a produrre indicazioni concrete per dirigenti e decisori politici, oltre a consolidare Milano come uno dei principali punti di riferimento del dibattito globale sul futuro dell’ordine economico internazionale.
Servizio fotografico realizzato e documentato da Nick Zonna

















