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Economia
Ripresa rinviata e deflazione. #Renzinoncifregare

La variazione del Pil nella media del 2014 "risulterebbe debolmente positiva". E' l'analisi dell'Istat, nella nota mensile sull'economia italiana. A giugno, segnalano gli esperti dell'istituto di statistica, tra le imprese la fiducia nelle costruzioni e nei servizi e' in recupero. L'incidenza dei fattori di ostacolo si e' ridotta, ma i ritmi di attivita' restano deboli e le condizioni creditizie difficili. La fiducia delle famiglie, stazionaria in giugno, "e' compatibile con un moderato aumento dei consumi privati, su cui grava la lenta correzione del mercato del lavoro. La minor vivacita' della domanda estera e possibili squilibri di competitivita' condizioneranno le esportazioni".  Nel secondo trimestre vi sara' un recupero dei livelli produttivi ma "dovrebbe risultare piu' graduale di quanto atteso all'inizio dell'anno": lo rileva l'Istat nella nota mensile sull'economia italiana. L'istituto di statistica rileva che nel secondo trimestre "l'attivita' produttiva dell'industria (al netto delle costruzioni) potrebbe risultare stazionaria. Nello stesso periodo, la variazione congiunturale del Pil e' prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%. Vi contribuirebbero positivamente, tra le componenti interne di domanda, la spesa privata per consumi mentre l'apporto delle esportazioni nette e' stimato essere lievemente negativo".

IL RISCHIO DEFLAZIONE E' VICINO

Non siamo lontani da un rischio deflazione. L'Istat, nella nota mensile sull'economia italiana, spiega che "non sembrano ancora emergere chiari segnali di allontanamento dal rischio di deflazione". Gli esperti dell'istituto di statistica spiega che a giugno "il maggiore contributo alla disinflazione si conferma quello delle componenti piu' volatili (energetici e alimentari non lavorati), i cui prezzi continuano a presentare tassi tendenziali negativi. In generale, i primi mesi dell'anno hanno visto ampliarsi la quota di beni e servizi del paniere con variazioni annue negative. La dinamica della core inflation (+0,7%) continua a riflettere la debolezza della domanda interna e, soprattutto nel caso dei beni, gli effetti di un euro forte. In prospettiva - aggiunge - l'inflazione dovrebbe mantenersi intorno agli attuali ritmi fino all'autunno, evidenziando una moderata risalita nella parte finale dell'anno. Gli operatori economici segnalano per i prossimi mesi sviluppi estremamente contenuti per i prezzi".

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