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Ita Airways avvia la procedura di licenziamento collettivo: coinvolti negli esuberi 10 piloti, 90 assistenti di volo e 126 addetti di terra

Tra le motivazioni il caro-carburante, il calo della domanda e l’automazione legata all’intelligenza artificiale. Il Pd chiede al governo di riferire in Parlamento.

Ita Airways avvia la procedura di licenziamento collettivo: coinvolti negli esuberi 10 piloti, 90 assistenti di volo e 126 addetti di terra

Ita Airways avvia la procedura per la riduzione del personale e mette sul tavolo 226 esuberi. La comunicazione è contenuta in una lettera inviata dalla compagnia al ministero del Lavoro, al ministero dell’Economia e delle Finanze e alle organizzazioni sindacali. Nel dettaglio, il piano riguarda 10 piloti, 90 assistenti di volo e 126 addetti di terra. Le prime uscite sono previste entro la fine di dicembre 2026.

Si tratta di esuberi definiti strutturali e non temporanei, che interessano il 4,3% dell’organico complessivo. Secondo gli ultimi dati disponibili, Ita Airways conta infatti 5.269 dipendenti. L’apertura della procedura, prevista dalla legge 223 del 1991, non comporta tuttavia il licenziamento immediato dei lavoratori, ma avvia un confronto con i sindacati sulle modalità di gestione delle eccedenze.

Caro-carburante e crisi geopolitica tra le cause

Tra le principali ragioni indicate dall’azienda c’è il peggioramento del contesto geopolitico internazionale, che ha provocato un forte aumento dei prezzi del carburante per gli aerei. In particolare, la crisi dello Stretto di Hormuz ha contribuito a far salire il costo del jet fuel a livelli “quasi tripli” rispetto a quelli precedenti ai conflitti: da circa 670 dollari a oltre 1.700 dollari per tonnellata.

Le tensioni internazionali hanno inoltre costretto la compagnia a modificare alcune rotte, con conseguenti allungamenti dei tempi di volo e un incremento dei consumi. A questo scenario si è aggiunta una brusca contrazione della domanda di biglietti aerei. Secondo quanto riferito da Ita, i passeggeri avrebbero privilegiato “scelte percepite come meno rischiose” per i propri spostamenti.

L’intelligenza artificiale e la riorganizzazione del personale

Un altro elemento indicato nella comunicazione riguarda la trasformazione tecnologica e l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Una parte delle attività amministrative e organizzative sarà automatizzata, anche nell’ambito del percorso di integrazione con Lufthansa, che controlla il 41% della compagnia. Nella lettera si fa riferimento anche all’intelligenza artificiale agentica, in grado di svolgere autonomamente determinate attività. Per accompagnare questa trasformazione, Ita prevede di assumere figure altamente specializzate nei settori dell’automazione e del machine learning.

La compagnia precisa che la distribuzione del personale eccedente, i criteri di individuazione dei lavoratori coinvolti e gli eventuali incentivi economici saranno oggetto del confronto con le organizzazioni sindacali. Nella comunicazione si legge che la società intende procedere “all’intimazione dei recessi relativi a un primo gruppo di dipendenti entro e non oltre il 30 dicembre 2026, mantenendo la procedura attiva, in caso di accordo, per un secondo gruppo sino al 30 dicembre 2027″.

Il piano di formazione per ricollocare i dipendenti

Parallelamente alla procedura, Ita Airways presenterà ai sindacati un piano formativo finalizzato a favorire la ricollocazione interna di una parte significativa dei lavoratori, anche attraverso il passaggio tra reparti differenti.

L’obiettivo è valorizzare le competenze e consentire ai dipendenti di acquisire nuove professionalità compatibili con i processi aziendali in evoluzione. La società spiega che “sta avviando, in parallelo alla procedura, un confronto con i sindacati” per massimizzare “i processi formativi al fine di attuare il più alto reimpiego del personale tramite l’acquisizione di skills compatibili con i nuovi processi”. L’azienda chiarisce tuttavia che, nonostante gli interventi di formazione e riqualificazione, “è evidente sin da subito – si legge nella lettera – che non sarà comunque possibile il recupero delle eccedenze” di personale.

Il Pd attacca il governo: “Riferisca in Parlamento”

La decisione di Ita Airways ha provocato la reazione del Partito Democratico, che chiede all’esecutivo di chiarire le prospettive occupazionali e industriali della compagnia. “La situazione continua a peggiorare di mese in mese nell’indifferenza del governo”, ha commentato il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo. “Presenteremo un’interrogazione per chiedere al governo di riferire con urgenza in Parlamento”.

Sulla stessa linea la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Valentina Ghio: “Duecentoventisei lavoratori rischiano il posto in Ita Airways e il governo tace. Era stato presentato come il grande rilancio del vettore nazionale; il primo risultato concreto dell’ingresso di Lufthansa è invece una procedura di licenziamento collettivo per piloti, assistenti di volo e personale di terra. Questa operazione porta la firma del governo Meloni, che ora non può fare lo spettatore. Pretendiamo che riferisca in Aula, con urgenza, su quali impegni siano stati assunti con Lufthansa in materia di occupazione, flotta e piano industriale, e dica con chiarezza come intende intervenire per evitare i licenziamenti e tutelare ogni lavoratore coinvolto”.

Anche Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e deputato del Partito Democratico, ha espresso preoccupazione per le conseguenze occupazionali della riorganizzazione: “Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Ita Airways e delle organizzazioni sindacali. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale Agentica deve creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo non licenziamenti forzati. Il governo chiarisca immediatamente le ragioni di questa scelta e quali garanzie intenda assicurare sul futuro occupazionale e industriale”.

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