Stando ai dati ufficiali, i numeri che emergono sono schiaccianti: l’Italia è un Paese molto povero, i cittadini hanno enormi difficoltà. Basta calcolare il totale dei redditi dichiarati, circa 1000 miliardi di € e dividerli per il numero di cittadini, emerge una cifra veramente esigua: 1400 € in media per ogni abitante. Ma come è possibile? “Sembra un po’ poco per vivere e persino per sopravvivere. Anche perché – spiega l’economista Andrea Sbandati e lo cita Il Corriere della Sera – ci concentriamo soprattutto sui redditi dichiarati al Fisco, senza occuparci di quelli trattati diversamente, non censiti o che semplicemente sfuggono. Tfr e successioni, rendite, un po’ di risparmi, entrate illecite e vincite al gioco (che valgono 125 miliardi l’anno).
L’elenco delle “voci” del bilancio degli italiani è più largo di quanto si pensi. E spendiamo senz’altro più di quanto ci entra in tasca. Inutile dire che gli italiani sono meno poveri di quello che appare. Del resto, se così non fosse, se si vivesse soltanto del reddito familiare dichiarato, quell’area di disagio sociale (un italiano su quattro a rischio di povertà ed esclusione sociale) sarebbe ancora più vasta di quella che è.
Ma i dati della Caritas, comunque, evidenziano una crisi sempre più marcata e che coinvolge anche il ceto medio. Nel 2024 le persone accolte e sostenute dai Centri di Ascolto e servizi informatizzati della rete Caritas in Italia sono state 277.775. Il numero degli assistiti è aumentato del 3% rispetto al 2023. Se confrontato con il 2014, il dato appare decisamente allarmante: in dieci anni l’incremento è stato del 62,6%. Particolarmente preoccupante è la crescita delle situazioni di cronicità: oltre un assistito su quattro (26,7%) si trova in uno stato di disagio stabile e prolungato.

