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Economia

E' una storia come tante, ma potrebbe aprire una breccia nella giurisprudenza italiana. L'amministratore di una società è stato denunciato per aver omesso il versamento dell'Iva per 50 mila euro. L'imprenditore è stato condannato, ma non si è arreso. Il 13 settembre 2013, le Sezioni Unite della Cassazione per la prima volta lasciavano spazio al principio secondo cui la crisi di liquidità può consentire di escludere le sanzioni penali.

Una interpretazione che ha scatenato il dibatitto e portato a letture anche opposte. Adesso però è arrivata un'importante apertura della Suprema Corte, che conferma: la crisi di liquidità può escludere le sanzioni penali (ma non l'illecito amministrativo). 

Non sarà facile dimostrare che la vera motivazioni è la crisi. Il contribuente dovrà provare che l'incasso dell'Iva non è automatico rispetto all'emissione del documento fiscale e che, di conseguenza, non aver versato l'imposta deriva dai mancati incassi. Ancora una volta, come spesso accade, è la Corte ad aprire a un alleggerimento degli oneri fiscali. Mentre il Parlamento pensa ad altro.

 

DETRAZIONI, ECCO L'ELENCO COMPLETO E IL VALORE DEI RISPARMI

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