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Economia
Jobs Act, Treu: “Bene sull'articolo 18. Debole sugli autonomi”

@paolofiore

“Il nuovo articolo 18 andrebbe esteso il più possibile. È un bene sia caduto questo tabù”. L'ex ministro del Lavoro e commissario dell'Inps, Tiziano Treu, mette subito in chiaro le sue idee sul Jobs Act.

Treu, autore di pacchetto di provvedimenti che, nel 1996, cambiò il mercato del lavoro italiano, spera nelle nuove regole volute dal governo Renzi. “Le leggi non creano mai lavoro. È la ripresa a farlo. Ma se arriverà, queste nuove regole moltiplicheranno le opportunità.

“Co.co.co e co.co.pro saranno assunti perché conviene farlo”. Anche se resta il nodo degli aunomi per scelta, come le vere partite Iva: “È ancora un punto debole”.

 

Il Jobs Act, però, è tutt'altro che completo. Da qui a settembre sarà disegnato dai decreti attuativi. Per seguire questo percorso, Treu è (assieme ad Angelo Pandolfo, Armando Tursi e Maria Lucrezia Turco) tra i coordinatori del Jobs Club. L'iniziativa, pensata da F2A e Crowe Horwath, è un evento unico in Italia sia per la sua formula partecipativa (a invito), sia per quanto riguarda il livello dei partecipanti: una ventina tra le maggiori aziende del Paese, tra le quali Banca Intesa, Eni, Finmeccanica, Randstad, Vodafone.

“I cambiamenti del Jobs Act non possono essere compresi con convegni sporadici”, afferma Treu. “Con aziende e professionisti, oltre a raccontare la legge, possiamo anche influire sul legislatore”.

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