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Economia
pietro scott jovane

Debito, cessioni, digitale. Sono le tre parole d'ordine di Pietro Scott Jovane, Ad di Rcs. Il manager, dopo giorni di silezio, è tornato sui contenuti del piano industriale. Al momento, ha detto l'amministratore delegato, "la priorità è il debito". La chiave è nella rinegoziazione di "un debito per 800 milioni, di cui 700 milioni in scadenza 2013".  Rcs, ha affermato Jovanne, dovrà fare "il massimo sforzo possibile per poi chiedere il minimo indispensabile a banche e soci''. Per le prime "il minimo indispensabile" è un allungamento del debito oltre il 2015, mentre "il minimo" per i soci, secondo gli analisti, dovrebbe essere una ricapitalizzazione da 400 milioni.

Procede intanto il dossier cessioni. Sulla vendita della sede di via Solferino "è presto per parlare", anche se il tempo stringe: "Dobbiamo prendere atto che non ci sono spazi di scelta". Procede più speditamente la trattativa per la cessione dei dieci periodici del gruppo: "Abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse precise e plurime e ci stiamo lavorando - dice Jovane -. Sono meno di dieci e vengono da editori, prevalentemente italiani, ma anche da operatori finanziari, anche esteri". Il manager, intervenuto a margine di un incontro della Fondazione Candido Cannavò, ha svelato che i negoziati potrebbero concludersi "entro qualche settimana, presumibilmente nel primo trimestre". Scadenza, anche se non tassativa, fissata quindi entro la fine di marzo. Poche settimane per decidere la sorte dei magazine A, Bravacasa, Yacht & Sails, Max, Europeo, Astra, Novella, Visto, Ok Salute e il polo dell'enigmistica. La strada della cessione è quella prediletta: "Piuttosto che chiudere preferisco cedere", ha detto Jovane. "Si tratta di testate di grandissimo valore, magari non strategiche per Rcs, ma per altri sì". Non più strategiche per un gruppo che punterà sempre di più sul digitale.

"Non ho mai detto che per noi il digitale sia l’unica cosa che conta, anzi”, osserva Jovane. “Dobbiamo però focalizzarci su questo tema, altrimenti rischiamo di perderlo di vista". A oggi, il digitale resta una porzione ridotta del fatturato: "Tutto ciò che consideriamo digitale - tra raccolta pubblicitaria web e le digital edition - ha pesato nel 2012 per circa il 14% dei 1.600 milioni del fatturato stimato del gruppo. L’obiettivo è quasi raddoppiare questi ricavi e arrivare al 2015 con una quota del 25% di ricavi digitali, cioè da circa 220 a 400 milioni”.

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