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Economia

di Antonino D'Anna

Jean Louis TauranIl cardinale Jean Louis Tauran

E sia: il Papa ha nominato la commissione che non si occuperà di riformare lo IOR né di commissariarlo, come ha precisato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. Ma l'impressione che si ritrae dalla composizione della nuova “Commissione referente sull'Istituto per le Opere di Religione” è quella – confermata anche Oltretevere – di una certa confusione. E di una clamorosa smentita.

FARINA, PRESIDENTE BERTONIANO- Iniziamo col precisare che il presidente della commissione è Raffaele Farina, cardinale classe 1933 da Buonalbergo (BN). Salesiano, vicino al cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Il quale sarebbe in via di pensionamento il 29 giugno prossimo. Ma non è detto che lasci la poltrona della Commissione Cardinalizia di vigilanza sullo IOR, commissione che peraltro resta al momento in carica e alla quale è richiesto di continuare a svolgere la sua missione. Farina è anziano, ma è stato nominato sulla base dei due criteri che ormai guidano Jorge Mario Bergoglio nelle sue scelte: fiducia ed efficienza, con assoluto disinteresse riguardo a eventuale impedimenti giuridici legati all'età (come stabilito da Paolo VI per i cardinali di Curia, a 75 anni bisogna presentare le dimissioni, a 80 si perde automaticamente ogni incarico).

TAURAN, CONTROLLATO CONTROLLORE- Secondo nominativo molto importante: il cardinale Jean Louis Tauran. Il 75enne cardinale, già Ministro degli Esteri vaticano e geloso dell'indipendenza vaticana (lo ha dichiarato ad Affaritaliani sul caso Moneyval, cliccate qui per la videointervista) soprattutto in tema di banca e finanza, lavora però insieme a Bertone nella Commissione Cardinalizia di Vigilanza sullo IOR. Cioè: il "controllore" è al tempo stesso "controllato", (o se preferite: il referente è al tempo stesso riferito) e viceversa. Con Bertone vigila sull'andamento della Banca papale, con Francesco riferisce su quello che fa con Bertone. Per il momento a tempo indeterminato, sine die per dirla con l'assoluta levigatezza dei modi di dire latini, visto che Bergoglio non ha stabilito una “data di scadenza” per la nuova commissione.

Raffaele FarinaIl cardinale Raffaele Farina

ARRIETA, OPUS DEI POWER- Terzo nominativo: il basco Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, classe 1951. Sacerdote dal 1977, appartiene all'Opus Dei. Un personaggio dal curriculum molto prestigioso: docente di Diritto Canonico presso l'Università dell'Opus Dei, cioè l'Università della Santa Croce, è anche giudice del Tribunale Ecclesiastico della Città del Vaticano. È segretario del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi (il suo “capo” è invece il cardinale Francesco Coccopalmerio, che Affaritaliani ha dato nei giorni scorsi come prossimo Moderator Curiae, ossia prossimo “direttore generale” della Curia), referendario della Segnatura Apostolica (il principale tribunale vaticano), membro della Commissione Disciplinare della Curia Romana, consultore del Pontificoo Consiglio per la Famiglia, canonista della Penitenzieria Apostolica (altro tribunale vaticano). Non basta? Arrieta è anche decano dell'Istituto di diritto canonico San Pio X in quel di Venezia. Insomma, un personaggio molto esperto di diritto, attivo durante l'inchiesta Vatileaks, che ha lavorato con e conosce bene anche il predecessore di Coccopalmerio, il cardinale Julian Herranz. Il cardinale Herranz è stato a capo della commissione che ha prodotto il dossier Vatileaks, adesso in mano a Francesco. A proposito, Arrieta non è uno qualunque: è il coordinatore della commissione, il perno di tutto il lavoro.

(Segue: ecco il "terzo ufficiale" di Bertone, Wells. E il "falco", l'ex ambasciatrice USA in Vaticano Mary Ann Glendon. Che con Tauran dovrà sudare non poco. Insomma, il Papa ha lanciato un messaggio per la sprovincializzazione dello IOR. Nomine "progressiste"? Difficile definirle così...)

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