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L’euro corre verso la parità. Per il mercato Fed pronta ad alzare i tassi

L’euro corre verso la parità. Per il mercato Fed pronta ad alzare i tassi
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Euro ai minimi da quasi 12 anni in una giornata sui mercati valutari condizionata ancora una volta dal piano di acquisti di titoli di Stato (Pspp) della Bce avviato ieri. A quanto può arrivare la discesa dell’euro? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Mario Spreafico, direttore investimenti di Schroders, secondo cui “nel breve il trend si avvia verso la parità euro-dollaro. Il mercato sta speculando sul fatto che la deflazione in Europa continuerà ancora per molto tempo e che l’America alzerà i tassi d’interesse” per una ripresa dell’inflazione. Quindi “il grosso della strada l’euro l’ha già fatto” e la corsa al ribasso potrebbe arrestarsi. Ma “con una moneta unica a questi livelli per un semestre l’Italia potrebbe mettere a segno una crescita del Pil dell’1%

spreafico
 

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Euro ai minimi da quasi 12 anni in una giornata sui mercati valutari condizionata ancora una volta dal piano di acquisti di titoli di Stato (Pspp) della Banca centrale europea avviato ieri. La moneta unica ha ceduto lo 0,4% ed è scivolato a 1,0808 dollari, il livello più basso dal settembre 2003, nel giorno in cui è partita l’operazione di quantitative easing della Bce.

Ma a quanto può arrivare la discesa dell’euro? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Mario Spreafico (nella foto), direttore investimenti di Schroders. “E’ difficile dirlo, perché ormai questo trend si è impostato”, spiega l’esperto.

“Ai fini della valutazione del cambio, credo che saranno importanti i dati sull’inflazione che usciranno negli Stati Uniti e, constestualmente, anche in Europa, perché ciò influenzerà anche la decisione che la Federal Reserve prenderà sui tassi d’interesse Usa”, aggiunge.

Per Spreafico, “ultimamente il trend del cambio euro dollaro ha già scontato tutto, compreso il quantitative easing della Bce. Diventa, quindi, difficile fare una previsione sull’andamento del cambio nel medio-lungo periodo. Certo è che, nel breve il trend si avvia verso la parità, ma ci sono delle dinamiche da non sottovalutare. Ricordo che in questo momento il livello dei tassi reali è a favore dell’Europa. Ciò non giustifica una forza del dollaro a questi livelli“.

L’esperto sottolinea l’importanza del fatto che sui mercati valutari gli operatori stanno speculando su alcune anticipazioni e cioè che “la deflazione nel Vecchio Continente continuerà ancora per molto tempo e che l’America alzerà i tassi d’interesse” per una ripresa dell’inflazione. Quindi “il grosso della strada l’euro l’ha già fatto“, e la corsa al ribasso potrebbe arrestarsi.

Ma con un euro a questi livelli, quanta crescita aggiuntiva l’economia italiana riesce a portare a casa? “Sulla carta, l’euro debole e il prezzo del petrolio molto basso ci stanno regalando una crescita superiore alle stime, ma non bastano due mesi di uno scenario di questo tipo: per cambiare le aspettative di crescita serve almeno un semestre“, dopodichè “l’Italia potrebbe mettere a segno una crescita del Pil almeno intorno all’1%“.