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Economia
L'opinione di Mediolanum #03: Un settembre d'eccezione

UN SETTEMBRE D’ECCEZIONE

L’Estate del rialzo delle Borse e dei buoni rendimenti Obbligazionari a quanto pare sembra aver deciso di prolungare il suo soggiorno. Nulla sembra oscurare il bel tempo che caratterizza la stagione, ne’ la politica italiana, ne’ le elezioni tedesche, l’unica nuvola potrebbe formarsi solo in caso di conflitto siro/russo e americano. Fortunatamente sono evidenti tutti gli sforzi atti a evitare lo scontro; una guerra è per ogni essere umano un evento tragico da scongiurare sempre e con ogni mezzo. Per i mercati potrebbe però non essere un vero ostacolo perché come sappiamo bene tendono a interpretare le notizie secondo criteri differenti dai nostri. Nel 2003 per esempio, fu l’intervento in Iraq a scatenare il rialzo delle Borse che durò dal 2003 al 2007, forse in questo caso con le Borse così alte, l’incertezza di un conflitto Siriano, potrebbe essere l’occasione per una correzione. Ma sono solo ipotesi, al momento molto fantasiose.

Molte cose sembrano andare al posto giusto, l’economia migliora, anche in Europa, anche in Italia dove viene annunciata la fine della recessione. L’Europa sta cambiando faccia, meno austerity, più spesa per investimenti e crescita. Ora non si tira più la cinghia, la dieta sembra finita, è il momento di nutrirsi per tornare a correre e lavorare. Allora quest’anno è il caso di non abbandonarsi a torpori autunnali: il rischio è di perdere molte occasioni.

PORTAFOGLIO

AZIONI

tabella mediolanum 1

Nella tabella sono elencate le variazioni dei principali strumenti di mercato, nella colonna blu il rendimento da fine 2012 a Settembre 2013, in quella grigia da fine Luglio 2013 a Settembre 2013.

“Le grandi opportunità d'investimento si manifestano quando aziende eccellenti si trovano in circostanze inusuali che provocano il deprezzamento delle loro azioni” parola di Warren Buffett (1). Sono passati 5 anni dal fallimento della Lehman Brothers, 14 Settembre 2008, quello che venne definito un “cigno nero”, cioè un evento tragico impensabile e inaspettato, un momento difficile per l’economia, la finanza e i portafogli di milioni di risparmiatori, anche in Italia. Per molti la fine del mondo, l’anticamera di un nuovo 1929, per altri come appunto Warren Buffett, una grande occasione d’investimento. Oggi le azioni delle maggiori Borse del mondo -  purtroppo non ancora per Piazza Affari - hanno intrapreso un percorso in salita, con pause fisiologiche sì ma costante e ritmato, addirittura tentando un’accelerazione nel 2013.

Un atteggiamento e una filosofia che si possono condividere: i periodi di flessione rappresentano i momenti in cui si deve comprare. Se in questo caso la crescita è evidente già dopo 5 anni figuriamoci in un orizzonte di lungo termine.

tabella mediolanum 2

Nella tabella sono elencati i P/E delle principali Borse del mondo riferito a quest’anno e le stime per il 2014. Il P/E è il rapporto tra prezzi e utili, cioè ipotizzando utili costanti e sommandoli, quanti anni impiegano questi a raggiungere la capitalizzazione indicata dal mercato. Più è alto il P/E più la società, o l'indice, vengono considerati cari.

“La maggior parte delle persone si interessa di azioni quando è di moda. Il momento giusto per interessarsi è quando nessuno lo fa. Non si può comprare ciò che è popolare e guadagnarci” l’avvertimento di Warren Buffett capita a proposito, Wall Street e molte altre tra le principali Borse, sino a oggi sono salite molto, ma se osserviamo il grafico (P/E rapporto tra prezzo e utili) dimostra che per quest’anno le azioni non sono care e per il prossimo il rapporto sorprendentemente scende, questo perché il miglioramento economico in atto crea l’aspettativa di maggiori utili per le aziende, morale: comprare ora, possibilmente alla prossima correzione, non è da folli, come dice Warren Buffet non è ancora una pericoloso gesto di moda.

 

OBBLIGAZIONI

tabella mediolanum 3

Nei grafici sono rappresentati i maggiori indicatori economici anticipatori. Dal primo in alto a sinistra in senso orario:  il primo indica il giudizio dei principali direttori d'acquisto delle piccole e medie imprese europee, il secondo è relativo alle imprese manifatturiere USA, il terzo delle imprese del settore terziario (finanza, turismo etc.) USA e l'ultimo al settore manifatturiero della Cina. Un livello sopra 50 indica espansione, sotto 50 invece è contrazione.

 “I germogli della ripresa sono molto, molto verdi” a dirlo in un recente intervento è Mario Draghi (2), per molti Super Mario, colui che salva l’Europa e l’Euro, che la credibilità se l’è guadagnata con frasi calibrate, non sono stati necessari i fatti per spaventare la speculazione, sono state sufficienti le sue promesse. Quindi, possiamo credergli, la ripresa c’è, sta fiorendo. E se quei germogli sono gli stessi intravisti da Ben Bernanke (3), sempre in Settembre ma di 4 anni fa, allora possiamo nutrire un ottimismo fondato perchè da lì gli Usa hanno ripreso la crescita che tutt’ora resiste e anzi si fa più robusta. Ora è il momento dell’Europa e dell’Italia, finalmente.

Troppa crescita però oggi spaventa, perché l’altra faccia della medaglia, quella scura, vede nel “tapering” (4) di Bernanke, il pericolo per la longevità della crescita degli strumenti finanziari, obbligazionari in primis. Queste “minacce” della Fed hanno già influenzato il mercato obbligazionario sollevando i rendimenti dei T-Bond da livelli ormai più incomprimibili, rialzo che ha già perso quell’iniziale aggressività che aveva spaventato molti risparmiatori. E’ la crescita, lo si vede anche nei Bund tedeschi per molto tempo con rendimenti da prefisso telefonico, finalmente risalgono. Ecco la bella notizia, il mercato ora non cerca più il parcheggio dal rischio, anzi, con l’arrivo della bella stagione economica andrà alla ricerca di rendimenti maggiori. L’attualità è qui a dimostrarcelo, proprio in questi giorni i Bonos spagnoli sono diventati appetibili, se fino a qualche mese fa erano titoli per coraggiosi oggi vedono rendimenti in contrazioni. Il che significa: sono in molti a comprare Bonos perché li ritengono convenienti.

Fino a qualche anno fa la parola crescita era considerata dai mercati l’elemento principe della positività, dopo la crisi, con gli stimoli monetari delle Banche Centrali è nato il partito del “tanto peggio, tanto meglio”, peggio andava l’economia maggiori sarebbero stati gli stimoli monetari che a loro volta avrebbero agevolato la crescita di azioni/obbligazioni e materie prime. Ma gli stimoli monetari, essendo un elemento artificiale, non possono durare in eterno, mentre la crescita, elemento naturale per l’economia, è l’unico alimentatore che può dare energia e longevità agli attuali e futuri rialzi. Arriverà il giorno del “tapering”, ci saranno alti e bassi e anche un normale momento di spavento, ma niente panico, perché sarà la crescita a portarci lontano.

Considerando che la discesa dei corsi obbligazionari corrisponde a una risalita dei tassi d’interesse, fasi come quella che stiamo vivendo, rappresentano un momento d’acquisto favorevole per chi desiderasse disporre di titoli con rendimenti più elevati. Un segnale forte di detti incrementi di redditività è fornito dalla discesa dei valori di quota dei fondi obbligazionari. Per chi invece ha un profilo di rischio più aggressivo le opportunità sono accentuate da una diversificazione anche attraverso i mercati azionari che potrebbero fornire, in termini di dividendi e di rivalutazioni, ottime prospettive di crescita.
 

VALUTARIO  

tabella mediolanum 4

Nel grafico sono rappresentati i rapporti valutari dell'Euro contro le principali valute mondiali. Come si può notare la rivalutazione maggiore della nostra moneta si è realizzata nei confronti dello YEN, mentre contro Dollaro siamo tutt'ora in un rapporto di stabilità, con variazioni moderate.

Nonostante i differenziali di crescita che vedono l’Europa ancora fanalino di coda, nonostante i bassi tassi d’interesse con una BCE pronta a ridurre ulteriormente in caso di necessità, e nonostante un’economia votata all’export a causa della scarsa propensione interna ai consumi, l’Euro si mantiene valuta forte non solo contro Dollaro, ma anche contro la maggior parte delle valute mondiali. Questo è il vero dilemma shakespeariano, come si fa ad avere così tanta energia in un corpo ancora debole?

Keynes (5) ci insegna che l’irrazionalità di uno strumento può avere anche vita lunga, prima che la ragionevolezza e la logica riprendano il comando. Così potrebbe essere per l’Euro, soprattutto contro Dollaro, un biglietto verde legato nelle mani di Bernanke e delle sue prossime decisioni sul “tapering”.

Nessuno reagirebbe con tristezza e sconforto alla notizia di una pronta guarigione, nella ragionevolezza della vita quotidiana questo non capita, sui mercati sì, perché più l’economia rimane in fase claudicante più le dosi lenitive somministrate dalla Fed aumentano. Ma alla fine la crescita sarà l’unica cura naturale contro ogni crisi. Anche questa volta sarà così, sarà annunciato il ritiro della liquidità in eccedenza che, unitamente alla crescita americana, spingerà il Dollaro verso la rivalutazione, anche contro Euro.

Osservando la reazione emotiva e il panico che si sono scatenati sui Mercati Emergenti, che tanto avevano nuotato nel mare di liquidità made in Usa, è molto probabile che il ritiro avverrà con grande lentezza. Crescita economica e crescita delle quotazioni tornano insieme: per i piccoli risparmiatori è il paese di Cuccagna.

 

“Non c’è spina, senza rosa”

tabella mediolanum 5

Il grafico rappresenta l'andamento dell'indice S&P 500, considerato il principale indice mondiale che raggruppa le 500 aziende più capitalizzate della Borsa Americana (Wall Street).

Un’immagine che vale più di mille parole.

Talvolta per rendere chiaro un messaggio è necessario ricorrere all’analisi tecnica, scienza per molti astratta ma in alcuni casi miracolosamente capace di semplificare la realtà anticipando il futuro. Non sempre però, perché la maggior parte delle volte l’analisi tecnica è una Babele di opinioni totalmente diverse e contrastanti, rare sono le eccezioni capaci di unire la maggioranza in un’unica impressione-previsione ed è questo il caso

Dice una delle principali regole dell’analisi tecnica: la rottura dei massimi porta nuovi massimi, ma quando la rottura dei massimi coincide con picchi storici, allora non ci sono crisi o guerre che tengano: è partito un nuovo ciclo Toro (rialzo). Ogni ribasso non sarà motivo di disperazione ma occasione d’acquisto. Andremo lontano. Pensate quale occasione è per Piazza Affari che dai massimi dista ancora un buon 60%, il traino delle Borse mondiali le farà bene.

1- Soprannominato l'oracolo di Omaha, è un imprenditore ed economista statunitense considerato il più grande value investor di sempre.

2- Economista, banchiere e manager italiano è dal 1º novembre 2011 Presidente della Banca centrale europea.

3- Economista statunitense e attuale Presidente del Comitato dei Governatori della Federal Reserve.

4- Riduzione graduale del piano di "iniezione monetaria" varato lo scorso autunno dalla Federal Reserve.

5- Economista britannico padre della macroeconomia, è considerato uno dei più grandi economisti del XX secolo.
 

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Nota di Redazione : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna a Banca Mediolanum

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