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Economia
L'opinione di Mediolanum #05: Comunque vada, le prospettive sono rosee

Comunque vada, le prospettive sono rosee

“Qualche volta le ho chiesto spiegazioni su qualcosa che non sapevo, mi ha aiutato a capire. E’ una donna molto intelligente, una donna che sorprenderà tutti”. Queste sono le ultime rivelazioni di Alan Greenspan, parole di ammirazione e di stima riferite a Janet Yellen (1). Se pensiamo che Greenspan era soprannominato la sfinge per il volto e il linguaggio enigmatici, questa dichiarazione esplicita di apprezzamento assume un’importanza eclatante: Janet Yellen non poteva avere battesimo migliore. Ora si potrà anche obiettare che Greenspan è stato una delle cause della crisi in cui siamo caduti, sono molti gli accusatori oggi (2), però è doveroso ricordare che fino a pochi anni fa è stato considerato più volte come il salvatore del sistema economico finanziario, ad attestarlo è la lunghissima permanenza a capo della Fed (3), una delle più durature, se non la più longeva, tanto che all’unanimità gli fu assegnato il titolo di Maestro. I sostenitori dell’altro economista candidato alla presidenza della Fed, Larry Summers (4) avrebbero potuto insinuare la disponibilità dell’attuale Presidente Bernanke a farle da pigmalione nei futuri momenti di difficoltà, ma le solenni dichiarazioni del Maestro spengono ogni chiacchiericcio. Janet Yellen incomincia con un alto livello di considerazione e gli Stati Uniti sono felici di farsi abbracciare da una madre così capace e ammirata.

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Se gli USA continuano a sorridere, l’Europa tira un sospiro di sollievo, il 14 novembre scorso l’Eurogruppo ha dato il via libera alla fine del programma di aiuti finanziari all’Irlanda e del prestito per le banche alla Spagna.  Dopo tre anni, l’Irlanda esce ufficialmente dal salvataggio, è la dimostrazione che anche con sacrifici e restrizioni si può guarire, ma ora abbiamo bisogno di puntare alla crescita. Dopo gli antibiotici, ora le vitamine. Anche dal Portogallo, una delle gambe claudicanti del continente, arrivano buone notizie con la seconda rilevazione consecutiva della crescita del PIL: +1.1% il secondo trimestre, +0,2% il terzo, non sono cifre da tigre, ma hanno il segno più davanti, il che, anche psicologicamente, aiuta. Ora tocca all’Italia.

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Dal grafico si vede come i paventati fallimenti di fine 2011, quando i differenziali dei prezzi tra le obbligazioni degli stati periferici europei e quelli tedeschi erano dilatati, sono un lontano ricordo. Spread ristretti significano meno interessi sul debito da pagare, meno interessi significano maggiori disponibilità da dedicare agli investimenti per la crescita.

PORTAFOGLIO

AZIONARIO

“Wall Street continua a correre, ma non vedo bolle” questa l’estrema sintesi delle ultime dichiarazioni della Yellen, viste le credenziali le accordiamo fiducia. I fatti le danno ragione, le Borse salgono ma i titoli non sono cari, o per lo meno, non sono a quei livelli che il Maestro Greenspan - ancora a metà anni novanta -  aveva definito da “esuberanza irrazionale”. A rafforzare la tesi della Yellen si sommano altre dichiarazioni che denotano un forte temperamento e una grande sicurezza: “non penso che la Fed potrà mai, e mai dovrebbe, essere prigioniera dei mercati”, un sigillo che rafforza l’indipendenza e l’autorità dell’istituzione finanziaria.

A corroborare le parole e l’atteggiamento della Yellen c’è la Bce, che ora non parla più solo con la voce del suo Presidente Mario Draghi, ora a lui si aggiunge il coro degli altri banchieri, fino a ora silenti in rispetto della tradizione e delle rigidità nordiche, si aprono a una generosità monetaria fino a ora sconosciuta. Draghi addirittura gioca il carico, in preparazione agli esami che gli istituti bancari di tutta Europa dovranno affrontare nella prima parte del 2014, assicura: “per le banche non ci saranno penalizzazioni sul capitale legate ai titoli di Stato” e sappiamo quanto peso abbiano i BTP nei bilanci della banche tricolori, è evidente che sia una gran bella notizia.

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Anche per la grande signora dei mercati Goldman Sachs una nuova operazione di LTRO è solo una questione di tempo. Inizio 2014 potrebbe essere il momento giusto.

Ma non basta, Draghi ha anche un asso nella manica, nel caso gli “stress test” (5) non portassero a esiti favorevoli, sono pronte soluzioni di emergenza, quali? Le proposte sono state velatamente enunciate: un nuovo LTRO (6) oppure un ulteriore taglio dei tassi. La fermezza della BCE è pienamente espressa nelle parole di Jörg Asmussen - voce tedesca nella BCE - “non abbiamo esaurito gli strumenti di politica monetaria, siamo pronti anche a tassi negativi sui depositi”, una misura solo accennata, ma una Bce pronta a combattere la deflazione è un evento mai visto, storico.  Conforta che a dirlo sia un tedesco, viste le critiche recenti della stampa tedesca alle ultime mosse audaci del governatore Draghi.

“Win, win” questa potrebbe essere la sintesi del prossimo scenario che tradotto fa più o meno così: comunque vada, le prospettive sono rosee.

OBBLIGAZIONARIO

Il congresso USA ha trovato un accordo sul Debito pubblico, ma è una soluzione provvisoria , temporanea, perché il problema si riproporrà a Gennaio 2014. Timori in arrivo? “Non tutti i mali vengono per nuocere”, nuovi tormenti e discussioni sul debito favoriscono i mercati sia obbligazionari sia azionari perché allontaneranno il fantasma del “tapering” (7).

La Yellen avverte: “il quantitative easing (6) non può durare all’infinito” e di questo dobbiamo essere consapevoli, ma ad addolcire il comunicato c’è la promessa che i tassi rimarranno bassi a lungo, fintanto che la crescita sarà robusta e sostenibile e finché la disoccupazione sarà scesa sotto il livello del 6,5%.

Le ferite inflitte ai risparmiatori durante la scorsa incerta Primavera, a prima vista sembravano lacerazioni causate dall’orso, animale simbolo del ribasso, a qualche mese di distanza, passata la turbolenza, si mostrano come graffi di un gatto dispettoso.  La Fed, per mano di Janet Yellen ha tutto l’interesse di proseguire con un atteggiamento prudente, chirurgico, fatto con molta attenzione e mano ferma. A conferma delle parole si sono visti i fatti: alla pubblicazioni degli ultimi dati positivi sulla disoccupazione USA, si sono viste le Borse entusiasmarsi, e nessun dramma sull’obbligazionario. I mercati sembrano pronti a ricevere il ritorno della crescita, e questo è un buon segno.

Anche l’Europa sembra ritrovare equilibrio e stabilità. Gli spread, cioè i differenziali tra i titoli di stato delle nazioni dell’Euro, si stanno riducendo. Grecia, Portogallo e Spagna non hanno più il fiato sul collo della pressione finanziaria, questo porterà minori interessi da pagare sul debito, agevolando il percorso verso il rispetto dei parametri fiscali europei. Anche per il debito italiano non mancano le buone notizie, lo spread sul Btp è in calo, questo vuol dire che almeno i risparmi degli italiani sono al sicuro e in lento miglioramento.

Il 2013 sembra concludersi con un lieto fine e il 2014, finalmente, imbocca l’uscita dal tunnel della recessione. La crescita economica sta arrivando.

VALUTARIO

Un altro stimolo alla crescita economica europea potrebbe arrivare dal cambio Euro/Dollaro. Se veramente gli Stati Uniti sono pronti, seppur lentamente, a ridurre gli stimoli monetari, se gli USA sono vicini a un’accelerazione economica e se la Bce si sta accingendo a incrementare le misure di stimolo finanziario, allora un cambio che vede l’Euro come moneta forte, non ha più nessuna ragione di esistere.

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Non ci aspettiamo che si prospetti un viaggio verso la parità Euro/Dollaro 1 a 1, sarebbe una manna per le esportazioni, soprattutto per l’Italia, ma un viaggio moderato verso quota 1,25 non è poi così fantasioso.

“Non c’è spina senza rosa”

“Non importa se il gatto è bianco o nero, l’importante è che acchiappi il topo” indimenticabile frase del leader Deng Xiaoping, colui che diede la sveglia nel lontano 1978, al grande gigante addormentato cinese. Oggi, gli eredi del padre Deng, sono pronti a una nuova evoluzione, sempre seguendo il detto “il Mercato guida le Imprese, ma è lo Stato a guidare il Mercato”, il manifesto dell’attuale Presidente Xi Jinping sembra voler concedere maggior libertà al privato, soprattutto nel sistema bancario. A questo si aggiungerà una maggiore flessibilità dello Yuan ma anche una serie di cambiamenti positivi di natura sociale, come la liberazione delle famiglie dall’obbligo di avere un solo figlio, la fine dell’epoca dei campi di lavoro e la definizione di limiti alla pena di morte. Le “tigri asiatiche” sono pronte a ruggire di nuovo e questo non può che far bene alle esportazione di USA e soprattutto d’Europa che con l’Oriente hanno interesse ad avere un legame sempre più stretto e confidenziale.

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Sopra le previsioni di vari istituti (FMI, Bloomberg e anche l'Ocse) per il 2014, come si può notare dallo schema, sono tutte previsioni orientate verso un 2014 di crescita, ma è l'area Euro quella che beneficia del maggior incremento differenziale tra il 2013 e il 2014 e questo dà maggiore rilevanza rispetto ai numeri di crescita fini a se stessi. Crescere è importante, accelerare ancora di più.

Buone notizie arrivano anche dall’economia Europea, indici di fiducia consumatori e d’impresa in costante crescita, questo vuol dire che gli ordini crescono e presto, una volta raggiunta la stabilità, porterà alla richiesta di nuova occupazione. E buone nuove anche dall’Italia, l’Ocse (8) non solo ha indicato, attraverso la pubblicazione del suo indice, un’attività economica in crescita, ma ha avvisato che le stime sul PIL (prodotto interno lordo) potrebbero essere riviste al rialzo.

(1) Janet Yellen si presenta all’appuntamento con lo scranno più alto della banca centrale americana con un curriculum di tutto rispetto. Laurea in economia alla Brown, dottorato a Yale sotto la guida di James Tobin (padre della “Tobin tax”, la tassa sulle transazioni finanziarie), approda alla Federal Reserve nel 1977, dove conosce il futuro marito, l’economista e Premio Nobel nel 2001, George Akerlof. Nel 1994, dopo numerose cattedre di prestigio ad Harvard, alla London School of Economics e a Berkeley, torna alla Fed come membro del consiglio direttivo.

(2) Alle critiche di chi lo accusa di non aver previsto l’arrivo della crisi economica, Alan Greenspan, famoso economista statunitense e capo della Federal Reserve per 18 anni dal 1987 al 2006, durante una presentazione televisiva del suo ultimo libro alla tv di Bloomberg, ha risposto “non ho intenzione di scusarmi per non essere stato Superman”

(3) Il Federal Reserve System, conosciuto anche come Federal Reserve ed informalmente come la Fed, è la banca centrale degli Stati Uniti d'America che è stata istituita con l'approvazione del Federal Reserve Act del 23 dicembre 1913 dal Congresso degli Stati Uniti e ha iniziato le sue operazioni nel 1916

(4) Lawrence Henry Summers è un politico ed economista statunitense è stato Segretario al Tesoro degli Stati Uniti durante l’ultimo anno e mezzo della presidenza di Clinton e Rettore dell’università di Harvard dal 2001 al 2006. È nipote dei famosi economisti Paul Samuelson e Kenneth Arrow.

(5) Lo scopo degli stress test è di valutare la risposta delle istituzioni finanziarie a sviluppi negativi dei mercati e contribuiscono a una valutazione complessiva del rischio sistemico del sistema finanziario dell'Unione europea. Gli stress test sono condotti dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalle autorità di vigilanza nazionali degli Stati membri, in stretta collaborazione con il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB), la Banca Centrale Europea (BCE) e la Commissione Europea. La Banca d'Italia pubblica ogni anno i risultati degli stress test condotti sui maggiori gruppi bancari italiani.

(6) Il long term refinancing operation (LTRO) o piano di rifinanziamento a lungo termine consiste in interventi finanziari effettuati dalla BCE a seguito della crisi del debito sovrano dei paesi europei. Tale operazione può essere riconducibile alle operazioni di alleggerimento quantitativo (quantitative easing) effettuate dalla Fed. Nello specifico consiste in un'asta di liquidità in cui la BCE concede alle banche richiedenti un prestito della durata di 3 anni e con un tasso di interesse pari alla media del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale calcolata nel periodo dell'operazione stessa. In cambio la BCE riceve dalle banche una garanzia sul prestito, detta "collaterale". La garanzia è composta solitamente da obbligazioni governative (titoli degli stati membri dell'UE).

(7) Il termine indica la progressiva riduzione da parte della Fed degli stimoli monetari con cui ogni mese la banca centrale immette liquidità attraverso un piano di acquisti di titoli di stato e obbligazioni garantite da mutui immobiliari. Il termine, con riferimento alla politica monetaria, è stato coniato dal Presidente della Fed Ben Bernanke.

 (8) L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) è un'organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico e un'economia di mercato. L'organizzazione svolge prevalentemente un ruolo di assemblea consultiva che consente un'occasione di confronto delle esperienze politiche, per la risoluzione dei problemi comuni, l'identificazione di pratiche commerciali e il coordinamento delle politiche locali e internazionali dei paesi membri. Conta 34 paesi membri e ha sede a Parigi, nello Château de la Muette.

 

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