Un mutuo variabile da 150mila euro e 20 anni può costare circa 19 euro in più al mese dopo il rialzo dei tassi Bce di 25 punti base. La rata stimata da MutuiOnline passa da circa 817 a 836 euro.
Mutui da 150mila euro, la nuova rata dopo il rialzo dei tassi
La simulazione realizzata da MutuiOnline per Milano Finanza prende come riferimento un mutuo a tasso variabile da 150mila euro con durata ventennale.
Prima della stretta, con un Tan medio del 2,8%, la rata indicativa era di circa 817 euro al mese. Portando il Tan al 3,05%, l’esborso mensile arriva a circa 836 euro. La differenza è di 19 euro al mese, poco meno di 230 euro su dodici mesi.
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La Bce ha deciso il nuovo rialzo il 10 settembre. MutuiOnline ricorda che si tratta della seconda stretta del 2026 e che il vantaggio iniziale del variabile rispetto alle offerte a tasso fisso si riduce.
Dal 16 settembre il tasso sui depositi passa al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui rifinanziamenti marginali al 2,90%.
Mutui, chi vedrà davvero aumentare la rata
Il rialzo riguarda soprattutto chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile. Questi contratti sono generalmente collegati all’Euribor, a cui la banca aggiunge lo spread previsto al momento della stipula.
La rata non aumenta necessariamente di 25 punti base nello stesso giorno in cui cambia il tasso Bce. L’Euribor incorpora anche le aspettative sulle mosse future della banca centrale e il contratto può prevedere aggiornamenti mensili, trimestrali o con altra periodicità.
La simulazione da 19 euro serve quindi come riferimento, non come aumento uguale per tutti.
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Chi possiede un mutuo a tasso fisso già acceso non vede modificarsi la rata per effetto della decisione di Francoforte. Il tasso concordato resta valido secondo le condizioni del contratto.
Per i nuovi finanziamenti il confronto cambia. Il variabile mantiene ancora in alcuni casi una rata iniziale inferiore, ma il margine rispetto al fisso si è ristretto.
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MutuiOnline rileva che il nuovo rialzo porta il variabile oltre il 3% e potrebbe spingere altre famiglie a preferire la certezza del tasso fisso.
Un ulteriore aumento dei tassi nelle prossime riunioni della Bce avrebbe effetti aggiuntivi sui mutui indicizzati. Le prossime decisioni di politica monetaria sono attese il 29 ottobre e il 17 dicembre.


