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Economia
"La Borsa saudita apre ai flussi internazionali, ma procedere con cautela"

di Enrico Camera, gestore del fondo GAM Star (Lux) Emerging Alpha

Il listino saudita – l’indice Tadawul – lo scorso 15 giugno ha aperto per la prima volta le contrattazioni agli investitori internazionali. L’economia dell’Arabia Saudita, la più grande del Medio Oriente, è in procinto di fare un salto di qualità, con la promozione dall’attuale status di Mercato di Frontiera a quello di Mercato Emergente entro il 2017 e, nonostante la debolezza del trend degli utili, il mercato azionario ha segnato una forte performance quest’anno, facendo registrare un balzo del 9% in termini di riyal (al 27 luglio). “Il trend positivo ha dato vita a un’evidente espansione dei multipli” commenta Enrico Camera, gestore di GAM, aggiungendo che “il mercato sta trattando a un premio significativo sia rispetto alla storia recente che alla media delle valutazione complessive dei Mercati Emergenti”.

Gli operatori hanno reagito in maniera decisamente positiva all’apertura del listino nazionale agli investitori qualificati, elemento che potrebbe condurre ad un significativo aumento degli afflussi di capitali provenienti dall’estero in previsione dell’eventuale ingresso nell’indice MSCI Emerging Market. “L’apertura del mercato potrebbe rappresentare un significativo incremento delle opportunità d’investimento, considerando che l’Arabia Saudita rappresenta già un listino consistente che, a nostro giudizio, ha già in sé i margini per una crescita sostanziale” sottolinea Enrico Camera.

In termini di capitalizzazione, l’indice Tadawul si aggira intorno ai 560 milioni di dollari: circa due volte più grande rispetto della Borsa di Istanbul e pari a quasi il 50% dell’indice Johannesburg Stock Exchange. Tuttavia, comprende meno della metà delle società che sono quotate sul listino sudafricano e circa il 25% rispetto alla Borsa turca.

“La soluzione più vantaggiosa per prendere posizione pare ancora l’accesso alle società locali mediante l’uso di derivati. Per lo stesso motivo, nonostante le grandi attese, immaginiamo che l’incremento dei flussi d’investimento sarà smorzato a causa di costi di transazione relativamente alti e di una lentezza nel processo di avvicinamento agli standard internazionali”.

“Crediamo inoltre che per gli investitori sia necessaria cautela dinanzi alla mancanza di riforme strutturali, che ha fatto sì che l’economia continui a essere molto esposta alla debolezza dei prezzi del petrolio. Il nostro approccio rimane dunque selettivo e troviamo opportunità soprattutto nei settori della vendita al dettaglio, della distribuzione del carburante e dei trasporti, settori che, a nostro parere, dovrebbero continuare a beneficiare di una domanda interna elastica e di dinamiche competitive di supporto.

Guardando al secondo semestre dell’anno, saremo favorevoli ai settori al di fuori di quello energetico, di quello dei materiali e dei finanziari, partendo dal presupposto che le dinamiche degli utili di questi comparti dovrebbero rimanere problematiche, in un contesto caratterizzato dalla debolezza dei prezzi del petrolio e in assenza di una stretta monetaria. Questi due settori, inoltre, rappresentano nel complesso, circa il 75% della capitalizzazione complessiva dell’indice Tawadul, segnalando come sia poco probabile che la buona performance di mercato continui fino alla fine dell’anno” conclude Camera.

 

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