Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, non vuole in questa fase sentir parlare di sciopero generale. “Ogni organismo decide quello che vuole – risponde ai giornalisti che le chiedevano un’opinione sulla mobilitazione della Cgil del 5 dicembre e sulle prospettive dell’incontro di oggi a palazzo Chigi – la Cgil in questi anni ha fatto tanti, tanti scioperi da sola ma non mi pare che il risultato sia stato eclatante”. “Quanto al Jobs Act – ha detto Furlan – si aspetta che vengano aperti i tavoli sui decreti attuativi: mi sembra di capire che molte delle questioni da noi poste sono state accolte, il dibattito della politica mi sembra abbia colto alcune questioni fondamentali che noi avevamo avanzato”.
“Far pagare proporzionalmente di piu’ le grandi ricchezze finanziarie e immobiliari”. Questo l’obiettivo della Cisl che, ha spiegato il segretario generale Annamaria Furlan, presentera’ una proposta “chiara, secca, il piu’ dettagliata possibile” per riformare il sistema fiscale italiano. Presentando la ricerca della Cisl “Tasse e imposte: tra governo e governi”, Furlan ha sottolineato che il carico fiscale e’ “in modo insopportabile sulle spalle di lavoratori dipendenti e pensionati”, il federalismo fiscale e’ “miseramente fallito” perche’ non si e’ verificata una corrispondenza con il sistema fiscale centrale, come doveva essere e infine il bonus di 80 euro del governo Renzi “ha dimenticato incapienti e pensionati”. La proposta che la Cisl “andra’ a presentare nei posti di lavoro, nelle piazze, nei mercati dove la gente si incontra” vuole realizzare un sistema equo e progressivo: cosi’ la progressivita’ – ha spiegato Furlan – deve essere applicata alla tassa sulla casa perche’ deve pagare di piu’ chi ha grandi possedimenti immobiliari”. Furlan ha spiegato di non voler usare il termine “patrimoniale” perche’ questo provoca subito in Italia delle reazioni negative ma e’ arrivato il momento che “chi ha tanto sia chiamato a dare un contributo proporzionalmente alla sua ricchezza”.

