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La lunga e grave crisi economica ha ucciso anche la verità

A: Senato, Camera dei Deputati, Governo, Parlamentari, Politici, Media, Professori, Sindacati, Siti economici, Fondazioni e altre Istituzioni

Ill.mi Signor Presidente del Senato, Signora Presidentessa della Camera dei Deputati, Signor Presidente del Consiglio, Onorevoli Senatori, Onorevoli Deputati, Signori Presidenti, Direttori, Professori, Dottori, Signore e Signori,

Introduzione

A – Il Governatore Ignazio Visco

Nell’articolo precedente,[1 o 2] ho citato, nella nota 3, le Comunicazioni tra il Governo italiano e l’Unione Europea nel 2011 ed ho preannunciato un altro “documento con notizie e soprattutto nessi difficilmente reperibili in Rete, per smentire false convinzioni su ciò che è avvenuto nella scorsa legislatura, fatte proprie da quasi 60 milioni di Italiani”.

Si tratta di avvenimenti pochissimo conosciuti nei dettagli ma che hanno segnato profondamente la vita politica italiana, richiamati non a caso, con il suo abituale understatement, dal Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso della seconda parte (dopo le 19:46, dal minuto 23, in risposta alla quarta e ultima domanda dell’On. Bruno Tabacci) della sua lunghissima audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.

Egli ha fatto una dichiarazione tanto dirompente, vista la provenienza, quanto commentata incongruamente dal presidente Casini con una battuta, quanto passata inosservata sui media: ha ricondotto la responsabilità di quanto accadde allora, nel 2011 (caduta del Governo Berlusconi, a causa del rischio di default dell’Italia dovuto all’attacco della speculazione finanziaria, e sua sostituzione con il Governo d’emergenza Monti), principalmente al duo Merkel-Sarkozy, dopo essersi incontrati nella piccola cittadina balneare francese di Deauville, ed alla gestione errata della crisi da parte dell’Europa.

All’inizio del suo racconto, prima di indicare le responsabilità decisive di Merkel e Sarkozy, il Governatore Visco ha citato l’On. Renato Brunetta, Vice Presidente della Commissione d’inchiesta, come uno dei co-protagonisti della vicenda del 2011: sia Merkel-Sarkozy,[1 o 2] sia Brunetta (del quale condivido l’opinione che su quel periodo andrebbe istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta) sono tre figure-chiave anche nella mia ricostruzione di quanto avvenne nella scorsa legislatura, fatta sia in passato (vedi, ad esempio, qui,[1 o 2] qui – cfr. dialogo tra Vincesko e Koccobill -,[1 o 2] e qui[1 o 2]), che nel presente articolo.

L’attualità e l’utilità del presente articolo risiedono anche nella decisione di Silvio Berlusconi di partecipare alle prossime elezioni politiche, che grazie alla nuova legge elettorale, alla divisione del Centrosinistra e alle rinnovate sue promesse reboanti di riduzione delle tasse (i pifferai magici perdono il pelo e talora il senno ma non il vizio), potrebbe vederlo tornare al governo direttamente o indirettamente.

B – L’assassinio della verità

Oltre al Pil (quasi -10%), alla capacità produttiva (quasi -25%), all’occupazione (circa 1 milione di posti di lavoro in meno) e a centinaia di morti per suicidio, la lunga e grave crisi economica (la grande recessione) ha fatto un’altra vittima, in Italia e all’estero: la verità.

Questo è successo, per fare solo alcuni esempi:

    nel caso della spiegazione della genesi della crisi: la menzogna che è stato il debito pubblico propalata per 5 anni in luogo della verità che è stato il debito privato, con massicci aiuti pubblici alle banche e conseguenti misure draconiane di risanamento dei conti pubblici, addossate in massima parte sui non ricchi;
    nel caso della Grecia: la menzogna del salvataggio della Grecia dal default in luogo della verità del recupero crediti delle banche francesi, tedesche e olandesi verso la Grecia, avvenuto con soldi di tutti gli europei[1 o 2];
    nel caso della Germania: la menzogna che essa si svenerebbe per aiutare gli altri Paesi UE in luogo della verità dei vantaggi che soprattutto la Germania trae dall’attuale assetto monco UE-Euro tra Paesi con economie disomogenee[1 o 2];
    nel caso della BCE: la menzogna dell’esistenza di un solo obiettivo statutario in luogo della verità che gli obiettivi statutari sono due; o gli elogi per aver salvato l’Euro in luogo delle critiche per l’insufficienza e tardività delle decisioni di politica monetaria, che hanno costretto gli Stati deboli ad adottare misure draconiane di risanamento dei conti pubblici; o per la sua invasione dell’ambito politico-economico, si veda la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano, a firma del presidente in carica, Jean-Claude Trichet, e di quello designato, Mario Draghi, violando e il proprio statuto – artt. 2-Obiettivi e 7-Indipendenza – e le regole deontologiche – diciamo così – delle banche centrali indipendenti; e, per venire all’Italia,
    la disinformazione generale sia nel caso della responsabilità del risanamento recessivo ascritto a Monti in luogo di Berlusconi, le cui manovre finanziarie sono state il quadruplo di quelle di Monti e molto più inique e quindi ancor più recessive, sia, infine, nel caso del sensibile allungamento dell’età di pensionamento imputato tutto a Fornero in luogo di, prevalentemente, a Sacconi.[1 o 2]

Gli ultimi tre esempi rappresentano tre casi di scuola, per l’ampiezza della platea delle vittime, quantificabili nella quasi generalità della popolazione italiana, senza distinzione di censo e di istruzione, annoverandosi nella predetta platea – pare – quasi tutti i docenti di Economia, e per la durata, sei anni.

E’ un fenomeno apparentemente inspiegabile e quasi incredibile, ma che ha delle motivazioni razionali sia di ordine comunicativo – il potentissimo sistema propagandistico berlusconiano -, sia di ordine qualitativo dell’informazione, sia di ordine psicologico: la “cattura” delle vittime, le quali, anche quando sono messe di fronte alla realtà inoppugnabile delle norme di legge e dei dati ufficiali, li rifiutano perché rifiutano l’idea stessa di essere state per tanto tempo – sei anni – vittime di una tale generale disinformazione che coinvolge gli esperti e tutti i media.

C – “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (Joseph Goebbels)

Da sei anni, infatti, ci troviamo di fronte, come scrivevo in un precedente articolo, a tre casi di disinformazione tra i più macroscopici della storia italiana:

    La riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede – la stessa professoressa Fornero, il prof. Monti, che per inciso io giudico una persona per solito sincera fino alla gaffe; e – stranissimo ma vero -, oltre all’ISTAT, a EUROSTAT e all’Ufficio Parlamentare di Bilancio, noti esperti di previdenza,[1 o 2] come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la normativa pensionistica e i suoi autori; o Oscar Giannino; o il Sen. Prof. Pietro Ichino; o la strana coppia costituita dal senatore Sacconi (FI) e dall’onorevole Damiano (PD), o la coppia meno strana formata dai professori Tito Boeri e Pietro Garibaldi, vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011, il quale, anziché denunciare pubblicamente il plagio e rivendicare la paternità e l’incisività della sua riforma, è stato per anni silenzioso assecondando la vulgata.
    L’ammontare complessivo di 330 (trecentotrenta) mld€ delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica, la quasi generalità delle vittime di tale disinformazione (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare – quasi tutti i docenti di Economia) e la sua ripartizione tra il governo Berlusconi (81%) e il governo Monti (19%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

E, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea,

    Gli obiettivi statutari della BCE, che non è uno soltanto – la stabilità dei prezzi – come quasi tutti pensano, in Italia e non solo, ma due, ancorché il secondo (sostenere le politiche economiche generali dell’UE fissate nel fondamentale art. 3 del TUE) sia in rapporto duale-gerarchico con il primo (cfr. Statuto BCE, art. 2): “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi” (“without prejudice”, nella versione inglese). Ma che in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%) ha la stessa dignità e cogenza del primo, poiché non lo pregiudica ma anzi è concordante, convergente e complementare con esso (come è dimostrato dal periodo post Quantitative Easing).[1 o 2]

In questo articolo, tratterò approfonditamente il secondo caso – spiegando anche i nessi con le decisioni delle Autorità europee che portarono alla caduta del Governo Berlusconi -, come ulteriore contributo personale, dopo quello sulle pensioni, alla piccola e assidua opera di chiarificazione e di controinformazione che porto avanti da sei anni, per contrastare la vulgata della versione di chi davvero ha messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione, alimentata ad arte dalla potente propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie di fatto del Prof. Monti, a cominciare già dal titolo del primo DL del Governo Monti: “Salva-Italia”. Credetemi, è una fatica di Sisifo!

La continuazione in:

L’assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2859408.html  oppure (se in avaria)

http://vincesko.blogspot.com/2018/01/lassassinio-della-verita-chi-ha-davvero.html

Cordiali saluti,

Vincenzo Battipaglia