Francesco Giorgino, direttore Uffici Studi Rai, dialoga con il presidente Anpit Federico Iadicicco, alla kermesse politico-economica di Affaritaliani.
Secondo il governo dal punto di vista di crescita economica stiamo andando bene, le opposizioni dicono il contrario. Come stanno davvero le cose? Come dovrebbe essere la legge di bilancio? “Che maggioranza e opposizione dicano cose tra loro contrarie fa parte, come dire, della dialettica politica. Io direi che il governo ha adottato in questi quattro anni una logica prudenziale, per cui ha fatto sempre delle leggi di bilancio puntuali, rispettando i parametri imposti dall’Unione europea. Noi, intanto, ci aspettiamo che si completi la riforma dell’Irpef e che quindi si allarghi lo scaglione al 33% fino a 60-70 mila euro di reddito. Sarebbe un intervento importante, così come un intervento sulla tassazione delle imprese, in particolar modo sull’Irap. Ci aspettiamo inoltre un sostegno alle Pmi sul fronte dell’intelligenza artificiale“, dice Iadicicco. C’è poi un tema che non si può ignorare: il peso dei fattori esogeni. “Noi abbiamo un fattore esterno da non trascurare, che è il Patto di stabilità, ma ci sono anche le turbolenze geopolitiche, che hanno di fatto trasformato tutto. Queste turbolenze ci dicono due cose fondamentali: l’indipendenza energetica è un tema sul quale Italia ed Europa devono lavorare e il sogno dei mercati aperti è ormai svanito”, sottoline ancora il presidente Anpit.
Sul “Pnrr, per motivi che non dipendono soltanto dalla collocazione delle risorse nazionali, ma anche dai vincoli europei, non produrrà l’effetto leva che ci aspettavamo. Il rischio serio è che ci troveremo a rimborsare 6,6 miliardi di euro l’anno di debito contratto e, allo stesso tempo, in una fase in cui non ci sarà nemmeno crescita. Una situazione che potrebbe trasformarsi anche in recessione. Finito il Pnrr, bisognerà quindi ridimensionare e ripensare la strategia europea sugli investimenti”, aggiunge Iadicicco. “L’impressione è che le istituzioni europee non abbiano colto fino in fondo il segno del cambiamento che è in atto nel mondo e, di conseguenza, la necessità di trasformare le istituzioni stesse. Se immaginiamo che si possa derogare al Patto di stabilità per armarsi, non si capisce perché non si possa fare lo stesso per investire in sanità, servizi e infrastrutture. Il passaggio dal Pnrr a qualcosa di più performante dovrebbe essere la creazione di un debito comune che produca investimenti comuni“, dice ancora il presidente Anpit. “E aggiungo che il Piano Mattei va, almeno in prospettiva, in questa direzione. Dobbiamo pensare a un debito comune per finanziare progetti comuni in Africa. L’Europa è oggi sostanzialmente assente in Africa, mentre dovremmo immaginare un processo di crescita che coinvolga l’intero continente africano”.
Su pmi e competitività Iadicicco dichiara: “Io ho anche un’attenzione particolare per le piccole e medie imprese. Le Pmi hanno una caratteristica: sono sempre state molto forti, capaci di adattarsi e resilienti. E questo è il nostro punto di forza. Il punto di debolezza, però, è che in un contesto nel quale tecnologia e intelligenza artificiale sono fondamentali, o riusciamo a implementarle concretamente oppure le Pmi rischiano di entrare in una difficoltà strutturale molto forte. Questa è una grande sfida nazionale. La cultura italiana è la cultura del fare e dobbiamo riuscire a trasferire questa capacità anche nella trasformazione tecnologica”.
In questo senso, “trovo interessante anche la visione antropocentrica del fare proposta da Papa Leone. Già a partire dal nome ci sono due concetti fondamentali. Il primo è che, se l’intelligenza artificiale diventa uno strumento, può aiutarci a crescere; se invece diventa un criterio, rischia di essere distruttiva. Il secondo è che l’intelligenza artificiale deve essere ricondotta alla visione dei beni pubblici. Dobbiamo capire come renderla accessibile a tutti, evitando che diventi uno strumento disponibile soltanto per pochi e facendo in modo che possa rappresentare un fattore di crescita diffusa”, conclude Iadicicco.


