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Economia

Da imperturbabile fustigatrice dei vizi europei a zerbino. E' la parabola, percorsa nel giro di una sola notte, da Christine Lagarde, numero uno dell'Fmi. La canuta francese ha perso la rettitudine e si è piegata a re Sarkò con una lettera dal tono a dir poco sottomesso.

Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente:
  1. Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia
  2. Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono
  3. Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un'ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole
  4. Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting
  5. Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

Con la mia immensa ammirazione, Christine L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La missiva è stata trovata nell'appartamento di Lagarde lo scorso 20 marzo dagli investigatori nel corso di una perquisizione che coinvolge l'attuale direttrice del Fondo monetario internazionale nell'affaire Tapie-Crédit Lyonnais. La lettere non è firmata, ma dovrebbe risalire al tempo in cui Lagarde era ministro e Sarkò presidente. Un atto di zerbinismo che cambia la reputazione dell'imperturbabile Christine, sempre elegante, austera, paladina delle donne capaci di sfondare il soffitto di cristallo. Una genuflessione che non è sfuggita alla rete.

La vicenda potrebbe riportare alla mente il Cavaliere "utilizzatore finale". Ma il pensiero corre anche a un'altra missiva con inchino: il pizzino inviato da Enrico Letta all'allora presidente del Consiglio Mario Monti. Tono e vocabolario sono molto simili a quello della lettera della sottomessa Lagarde. Per chi non ci credesse, eccolo qui...

lettamonti

 

Tags:
lagardesarkozyfmi
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