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Economia
Landini (Fiom) ad Affaritaliani.it: "Avanti con gli scioperi"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commenta con Affaritaliani.it i dati sulla disoccupazione nel mese di ottobre. "Questi dati confermano la situazione drammatica in cui ci troviamo e confermano che il lavoro si difende e si può creare solo se si fanno ripartire gli investimenti, pubblici e privati. Solo un grande piano straordinario di investimenti pubblici e privati e una nuova idea di modello sociale e di produzione, che incentivi anche l'uso dei contratti di solidarietà e redistribuisca il lavoro, possono affrontare questa situazione". E ancora: "Non è cancellando lo statuto, rendendo facili i licenziamenti o riducendo generalmente un po' le tasse che si fa ripartire l'economia".

Quindi non è vero come dicono il governo e il premier Renzi che il Jobs Act creerà posti di lavoro... "No, rendere più facili i licenziamenti non porta nuovi posti di lavoro. Le aziende assumono quando hanno da lavorare". La colpa è dell'Europa, dei governi precedenti o degli industriali? "Sono tutti figli di una stessa logica. In Italia i governi Berlusconi, Monti e Letta sono stati dentro lo schema della politica dell'austerità, che non è mai stata messa in discussione. E dall'altra parte, quei governi non hanno affrontato i nodi della lotta all'evasione, della lotta alla corruzione, della lotta alla criminalità organizzata. Che sono modi per reperire risorse e far ripartire gli investimenti".

E il governo Renzi? "Di fatto su questi temi non sta introducendo elementi di novità. I vincoli europei li sta assolutamente rispettando. Come ha detto una volta il presidente della Bce, Draghi, i governi sono come soggetti che guidano un aereo con il pilota automatico. Se si sta dentro quei vincoli e quelle regole la politica di austerità prevale ed è quella che in Europa sta creando 25 milioni di disoccupati".

Settimana prossima verrà approvato in via definitiva dal Senato il Jobs Act, la mobilitazione del sindacato continuerà? "Se la prossima settimana, come sembra, si pone la fiducia o addirittura si lega il Jobs Act alla Legge di Stabilità, è chiaro che siamo di fronte all'ennesima forzatura del governo che non vuol discutere. E un atteggiamento di questa natura rende ancora più importante la riuscita dello sciopero generale del 12 dicembre. In ogni caso, noi non ci fermeremo e visti questi provvedimenti sbagliati, che non affrontano i problemi che il Paese ha, difendere e creare nuovi posti di lavoro, la nostra iniziativa continuerà oltre lo sciopero generale, senza escludere nessuna iniziativa".

Quindi altri scioperi nel 2015? "Intanto sarà importante la riuscita dello sciopero del 12 e quindi, a maggior ragione, invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di tutti i settori a scendere in piazza, ma anche i giovani e i precari perché queste sono politiche contro di loro. Li invitiamo a scendere in piazza e a confermare che il governo ha il consenso del Parlamento ma non ha il consenso del Paese. Ma, siccome non condividiamo quelle scelte e il modo con cui sono state realizzate, proseguiremo con la mobilitazione. Anche perché i decreti sono ancora tutti da scrivere e, in ogni caso, non siamo disposti ad accettare che nei luoghi di lavoro vengano applicate leggi sbagliate e vengano cancellati dei diritti".

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