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Economia
Landini sfida Renzi sul Jobs Act: "Un referendum per abrogarlo"

 La Fiom Cgil è pronta al referendum per abrogare il "Jobs Act". Lo ha detto oggi Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil, che ha inviato il video del suo intervento al XX congresso di Magistratura democratica, che si tiene da oggi e fino a domenica a Reggio Calabria. Landini, impegnato a Roma per la manifestazione che si terra' nella Capitale domani, a Piazza del Popolo, ha ribadito le sue critiche ai provvedimenti del governo in materia di lavoro.

 "In un Paese dove c'e' una disoccupazione altissima - ha detto Landini - e dove anche dai recenti dati forniti dal ministero del Lavoro sulle indagini e sulle ispezioni fatte nelle imprese, emerge che piu' del 64% delle aziende in cui c'e' stata un'ispezione erano irregolari, e in queste piu' del 42% dei lavoratori erano in nero. In un Paese che addirittura ha il 12% di disoccupazione. Anziche' rafforzare la legalita', anziche' rafforzare i diritti e la dignita' delle persone che lavorano, si e' scelti un'altra strada".

"Siamo radicalmente contrari - ha sottolineato il segretario generale Fiom Cgil - a questo provvedimento, troviamo non giustificabile che si interviene per decreto, si mette la fiducia per togliere i diritti a chi lavora, per cancellare le tutele previste dalla nostra Costituzione in materia di lavoro e dall'altra parte non si fanno i provvedimenti che dovrebbero essere fatti per cancellare il falso in bilancio, per colpire davvero la corruzione, l'evasione fiscale, quando e' sotto gli occhi di tutti che il vero problema di competitivita' di questo Paese non e' che chi lavora ha troppi diritti ma che la criminalita' organizzata controlla ormai pezzi interi dell'economia reale, e non c'e' la volonta' politica, perche' e' volonta' politica colpire l'evasione fiscale, la corruzione, l'illegalita' nel lavoro. La discussione vera che ci sarebbe da fare - ha aggiunto - e' che tipo di impresa serve, che tipo di investimenti servono, che tipo di ruolo del lavoro e di organizzazione del lavoro dovrebbe esserci, che tipo di investimento sulla formazione, sull'intelligenza e sulla dignita' delle persone che lavorano".

 Al contrario, secondo il segretario della Fiom, "siamo in presenza di un attacco al diritto del lavoro e un attacco al ruolo della magistratura e all'indipendenza della magistratura che dovrebbe essere un caposaldo della nostra Costituzione. Per questo insieme di ragioni crediamo che ci sia molta strada da fare assieme, riteniamo che rimettere al centro la giustizia sociale vuol dire anche fare riemergere la necessita' di diritti sociali: a partire dal diritto al lavoro, alla salute, alla casa. E' evidente che riconquistare un nuovo statuto dei lavoratori, che e' l'obiettivo che come Fiom e Cgil vogliamo lanciare nel Paese, ma anche riaffermare una giustizia sociale, tutto questo puo' derivare solo da una nuova fase di impegno collettivo". Landini ha concluso affermando: "Questa battaglia per noi e' solo all'inizio, la nostra Costituzione non va cambiata, la nostra Costituzione va integralmente radicalmente applicata proprio per combattere le ingiustizie e per affermare una Repubblica fondata sul Lavoro e sull'autonomia della magistratura".

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