Il lavoro continua a occupare un ruolo centrale nella vita degli italiani, ma il rapporto con esso appare sempre più complesso e contraddittorio. Secondo il report FragilItalia “Lavoro”, realizzato da Area Studi Legacoop in collaborazione con Ipsos, emerge un quadro in cui l’elevata soddisfazione generale convive con segnali diffusi di disagio, precarietà e perdita di senso. Da un lato, infatti, l’81% degli occupati si dichiara soddisfatto del proprio lavoro, spesso percepito come impegnativo (49%) e dinamico (31%), anche se una quota significativa lo considera stressante (26%). Dall’altro lato, cresce una sensazione di fragilità: il 42% degli intervistati afferma di sentirsi sostituibile da macchine o intelligenza artificiale, un dato che riflette non tanto il timore immediato di perdere il lavoro quanto la consapevolezza di una trasformazione profonda del mondo professionale.
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A questo si aggiunge una difficoltà sempre più diffusa nel trovare significato nel proprio impiego: un terzo degli italiani dichiara di percepire almeno occasionalmente una mancanza di senso nel lavoro, mentre una parte non trascurabile vive questa sensazione in modo frequente. Anche il coinvolgimento appare limitato: il 28% si sente poco o per nulla partecipe nelle decisioni che riguardano la propria attività.
Il legame con il risultato del proprio lavoro resta invece relativamente solido: la maggioranza si sente connessa al prodotto finale, anche se una minoranza significativa avverte una distanza che può incidere sulla motivazione. Parallelamente, il lavoro continua a essere uno spazio di espressione personale per molti, ma comporta anche un costo emotivo rilevante: il 41% si sente svuotato a fine giornata e il 37% sperimenta frequentemente esaurimento emotivo.
Non sorprende quindi che oltre la metà degli italiani si senta più realizzata nelle attività extra-lavorative. Sul piano dell’equilibrio tra vita privata e professionale, la maggioranza ritiene di riuscire a mantenere un buon bilanciamento, pur in presenza di una quota significativa che percepisce interferenze negative nella sfera familiare.
Il ruolo del lavoro nel dare senso alla vita divide il Paese: per poco più della metà rappresenta un elemento importante, mentre per il resto non è determinante. Guardando al futuro, emergono con chiarezza le priorità: sicurezza economica e stabilità, equilibrio tra vita e lavoro, benessere psicofisico e riconoscimento del merito.
In questo contesto di trasformazione, cresce l’interesse verso modelli organizzativi più partecipativi. Il 59% degli intervistati si dichiara interessato a lavorare in un’impresa cooperativa, attratto soprattutto dalla possibilità di prendere parte alle decisioni, dall’attenzione al benessere dei lavoratori e da una più equa distribuzione degli utili. Un segnale che evidenzia la ricerca di forme di lavoro più inclusive, capaci non solo di generare valore economico, ma anche di restituire senso, dignità e prospettiva alle persone.

