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Economia


 

pietro ichino interno

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Difende il progetto Fabbrica Italia di Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat che ha avuto il risultato di fare di Pomigliano uno dei migliori stabilimenti industriali d'Europa. Poi sostiene l'introduzione di una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro e di uno standard comune di tutele che, ad esempio, al Sud consentano di assorbire molta manodopera che altrimenti verrebbe lasciata al sommerso. E poi fa un bilancio sulla riforma Fornero e spiega i correttivi da introdurre per far funzionare meglio il mercato del lavoro: "Un contratto a tempo indeterminato reso più appetibile, perché meno costoso, per le aziende alle quali non si consentirà più di escludere dal diritto del lavoro interi comparti del proprio organico".

Pietro Ichino, giuslavorista, ex senatore del Pd e ora punta di diamante della Lista Civica di Mario Monti sul tema dell'occupazione, candidato in Lombardia e in Toscana, spiega in una diretta web ad Affaritaliani.it come migliorare il funzionamento del mercato del lavoro. E illustra il modello della flexsecurity, tipico delle democrazie del Nord Europa: "Ci devono essere dei rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato meno rigidi, così come sono disegnati dalle attuali normative, magari sperimentando il nuovo regime per i neo assunti e, allo stesso tempo, offrire al dipendente che perde il posto un sostegno al reddito molto robusto. Prevedendo servizi efficienti di outplacement anche a carico delle imprese".

Sul dopo elezioni e sulla probabile difficoltà a raggiungere una maggioranza in Senato che consenta la governabilità, Ichino sottolinea come sarà importante guardare anche ai parlamentari che eleggerà il Movimento 5 Stelle, di cui nulla si conosce. Attenzione poi a non mettere al centro del dibattito i temi dell'Agenda Monti, che è "l'Agenda del Paese", le priorità. Critica, poi, chi torna a parlare di "tornare a stampare moneta ed escire dall'euro". "Vogliamo tornare a pagare gli altissimi tassi d'interesse del 2001 e far la fine dell'Albania, isolata dall'Europa?", attacca.

pietro ichino 500

Sul Quirinale indica una rosa di quattro nomi, due donne e due uomini: "Rosanna Cancellieri, attuale ministro dell'Interno, Emma Bonino, senatrice dei Radicali, l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato e l'attuale Capo dello Stato Giorgio Napolitano". Grande escluso Romano Prodi.

Infine, spiega di essere uscito dal Pd perché "dopo la sconfitta di Matteo Renzi", si sarebbe "trovato in seria difficoltà a fare campagna elettorale con questo Pd, non rispecchiandosi nella linea proposta. Alla fine delle Primarie, il leader di Sel Nichi Vendola ha sentenziato che la Carta d'Intenti è la pietra tombale degli impegni assunti dall'Italia in Europa". E rivela un retroscena: "Monti mi offrì di fare il ministro del Lavoro, ma su di me scattarono i veti della Cgil e di una parte dei democratici. Veti che scattarono anche per la candidatura di Carlo Dell'Aringa, presto deputato nelle fila del partito di Pier Luigi Bersani. Dell'Aringa era troppo confindustriale...".
 

GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DELL'INTERVISTA A PIETRO ICHINO

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