twitter @andreadeugeni

"E' tanto tempo che ormai non c'è più un idillio fra il Pd e la Cgil. Nell'autonomia sindacale ci confronteremo con Renzi. Anche con delle battaglie quando non saremo d'accordo con il neosegretario del Pd".

Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil ed esponente di spicco del sindacato guidato dalla Camusso, intervistata da Affaritaliani.it, non nasconde il suo disaccordo sulla linea programmatica con cui Renzi ha vinto le Primarie del Pd. "Preferivo Cuperlo per la sua idea di partito, dei diritti e del lavoro", dice. E proprio sul tema dell'occupazione, mentre la segreteria dei Democrats apre la discussione sullo Job Act da presentare a gennaio (un tema delicato che con l'articolo 18 rischia di far deflagrare lo scontro Pd-Cgil e su cui il sindacato si sta muovendo con molta cautela), la Cantone spiega che "Letta deve invece tenere presente la piattaforma per il lavoro che la Cgil ha presentato in primavera".


L'INTERVISTA

Il neosegretario del Pd Matteo Renzi si è messo al lavoro partendo dallo Job Act. Il cuore del pacchetto pro-occupazione si basa sull'adozione di un contratto d'inserimento a tempo indeterminato senza la tradizionale tutela dell'articolo 18 al posto dei contratti a progetto. Le piace questa nuova forma contrattuale per i giovani?
"La domanda dovrebbe rivolgerla a chi nel sindacato si occupa del mercato del lavoro. Io sono il segretario dello Spi e, francamente, mi occupo di previdenza".

D'accordo, mi dia un'opinione da tecnico. E' stata per anni segretario confederale con la delega su Terziario, piccole e medie imprese e artigianato. Ed è uno degli esponenti di punta del primo sindacato italiano...
"Non ho voglia di commentare il tema dello Job Act, credo non sia corretto nei confronti dei miei colleghi. Di mercato del lavoro non ne voglio parlare (dal tono si capisce tutta la cautela del primo sindacato italiano nell'affrontare il tema, ndr)".

scudiere cgil
 

Allora parliamo di previdenza. La legge di Stabilità ha sbloccato per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica degli importi delle pensioni oltre tre volte la minima. E' soddisfatta?
"E' stato un passo in avanti. Prima avevamo solo la rivalutazione al 100% tre volte il minimo, ora abbiamo il 95%fino a quattro volte, un risultato, questo, molto importante. Poi il 75% fino a cinque volte e una rivalutazione del 50% fino a sei volte. Ma la cosa più importante che intendiamo chiedere al governo Letta è un'altra".

Quale?
"Aprire un tavolo di confronto sulla grave condizione dei pensionati e degli anziani. Sta aumentando la povertà, ci sono problemi che riguardano la Sanità, i ticket, l'assistenza e la non autosufficienza. Quindi, indipendentemente dalla legge di Stabilità, col nuovo anno vorremmo discutere e confrontarci con il governo sull'insieme delle politiche sociali che interessano agli anziani".

Par di capire che non le è bastato che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin abbia vinto il braccio di ferro con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni sui tagli alla Sanità...
"Non è stato sufficiente quello che è stato fatto sulle politiche sociali e sulla difesa, in generale, del potere d'acquisto. Il governo ha tamponato la situazione, ma siamo ancora lontani da una tutela efficace. Bisogna rivedere il metodo di calcolo della perequazione degli assegni pensionistici e degli incrementi contrattuali. Bisogna rivedere i panieri dei beni di riferimento e dei parametri e poi la quantità di risorse che finiscono nei fondi destinati alle politiche sociali: Sanità, assistenza e non autosufficienza. E poi, per il prossimo anno, sarà centrale intensificare la contrattazione territoriale sociale".

matteo renzi ol 500 (3)
 

E cioè?
"Quella fatta con le Regioni e i Comuni. Chiediamo agli enti locali di utilizzare tutti i proventi della lotta all'evasione (patti anti-evasione a livvello comunale, ndr) per aumentare gli investimenti in welfare e in politiche sociali. Non si può continuare a fare tagli lineari a livello statale. Bisogna tornare a fare contrattazione locale".

Allora la legge di Stabilità non l'ha soddisfatta...
"Non è tutto quello che volevamo, ma devo riconoscere che sul capitolo pensioni si è fatto un passo in avanti. Son due anni che siamo mobilitati da quanto l'ex premier Mario Monti ha bloccato gli assegni. E ora lo sblocco riguarda l'80% del monte pensioni".

E il taglio alle cosiddette pensioni d'oro?  Il contributo del 6% per la parte di pensione compresa fra 14 e 20 volte il minimo, che sale al 12% sugli importi fra 20 e 30 volte il minimo e al 18% sulle quote oltre 30 volte, l'a ccontenta?
"E' troppo poco. Il governo deve fare di più, avere più coraggio e investirli in politiche sociali".

Al momento, sembra invece che andranno a favore delle Pmi...
"La risorse devono andare alle famiglie, ai non autosfficienti e a chi ne ha bisogno".  

Lei è stata una dei pochi che all'interno della Cgil ha fatto un endorsement nelle Primarie del Pd in favore di Gianni Cuperlo e non di Matteo Renzi...
"Non sono stata la sola. La lista da me sottoscritta comprendeva altri 50 nomi di esponenti della Cgil che, come me, hanno fatto campagna elettorale". 

enrico letta 500 (2)
 

Si può dire che con la nomina di Matteo Renzi alla segreteria del Pd sia finito un po' l'idilio fra i Democratici e la Cgil?
"E' tanto tempo che ormai non c'è più un idillio. Non sono preoccupata delle cose che dice Renzi. Fa il segretario del Pd e fa bene a dire ciò che dice. Nell'autonomia sindacale ci confronteremo con lui. Anche con delle battaglie quando non saremo d'accordo con il segretario del Pd. Il problema con Renzi, non è personale. Mi ha convinto di più il programma di Cuperlo".

Su quali punti in particolare?
"L'idea di partito, l'idea dei diritti e l'idea del lavoro".

Che voto dà al governo Letta da uno a dieci?
"Sei meno, una sufficienza risicata, ma potrebbe fare di più".

E cosa si aspetta nei prossimi mesi?
"Più lavoro e occupazione. Le cose più importanti per il Paese, altrimenti l'Italia non va da nessuna parte".

Quindi, mettendo lo Job Act di Renzi al centro del dibattito subito a gennaio...
"No, Letta deve tenere presente la piattaforma per il lavoro che la Cgil ha presentato in primavera".

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Economia
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"E' tanto tempo che ormai non c'è più un idillio fra il Pd e la Cgil. Nell'autonomia sindacale ci confronteremo con Renzi. Anche con delle battaglie quando non saremo d'accordo con il neosegretario del Pd".

Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil ed esponente di spicco del sindacato guidato dalla Camusso, intervistata da Affaritaliani.it, non nasconde il suo disaccordo sulla linea programmatica con cui Renzi ha vinto le Primarie del Pd. "Preferivo Cuperlo per la sua idea di partito, dei diritti e del lavoro", dice. E proprio sul tema dell'occupazione, mentre la segreteria dei Democrats apre la discussione sullo Job Act da presentare a gennaio (un tema delicato che con l'articolo 18 rischia di far deflagrare lo scontro Pd-Cgil e su cui il sindacato si sta muovendo con molta cautela), la Cantone spiega che "Letta deve invece tenere presente la piattaforma per il lavoro che la Cgil ha presentato in primavera".


L'INTERVISTA

Il neosegretario del Pd Matteo Renzi si è messo al lavoro partendo dallo Job Act. Il cuore del pacchetto pro-occupazione si basa sull'adozione di un contratto d'inserimento a tempo indeterminato senza la tradizionale tutela dell'articolo 18 al posto dei contratti a progetto. Le piace questa nuova forma contrattuale per i giovani?
"La domanda dovrebbe rivolgerla a chi nel sindacato si occupa del mercato del lavoro. Io sono il segretario dello Spi e, francamente, mi occupo di previdenza".

D'accordo, mi dia un'opinione da tecnico. E' stata per anni segretario confederale con la delega su Terziario, piccole e medie imprese e artigianato. Ed è uno degli esponenti di punta del primo sindacato italiano...
"Non ho voglia di commentare il tema dello Job Act, credo non sia corretto nei confronti dei miei colleghi. Di mercato del lavoro non ne voglio parlare (dal tono si capisce tutta la cautela del primo sindacato italiano nell'affrontare il tema, ndr)".

scudiere cgil
 

Allora parliamo di previdenza. La legge di Stabilità ha sbloccato per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica degli importi delle pensioni oltre tre volte la minima. E' soddisfatta?
"E' stato un passo in avanti. Prima avevamo solo la rivalutazione al 100% tre volte il minimo, ora abbiamo il 95%fino a quattro volte, un risultato, questo, molto importante. Poi il 75% fino a cinque volte e una rivalutazione del 50% fino a sei volte. Ma la cosa più importante che intendiamo chiedere al governo Letta è un'altra".

Quale?
"Aprire un tavolo di confronto sulla grave condizione dei pensionati e degli anziani. Sta aumentando la povertà, ci sono problemi che riguardano la Sanità, i ticket, l'assistenza e la non autosufficienza. Quindi, indipendentemente dalla legge di Stabilità, col nuovo anno vorremmo discutere e confrontarci con il governo sull'insieme delle politiche sociali che interessano agli anziani".

Par di capire che non le è bastato che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin abbia vinto il braccio di ferro con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni sui tagli alla Sanità...
"Non è stato sufficiente quello che è stato fatto sulle politiche sociali e sulla difesa, in generale, del potere d'acquisto. Il governo ha tamponato la situazione, ma siamo ancora lontani da una tutela efficace. Bisogna rivedere il metodo di calcolo della perequazione degli assegni pensionistici e degli incrementi contrattuali. Bisogna rivedere i panieri dei beni di riferimento e dei parametri e poi la quantità di risorse che finiscono nei fondi destinati alle politiche sociali: Sanità, assistenza e non autosufficienza. E poi, per il prossimo anno, sarà centrale intensificare la contrattazione territoriale sociale".

matteo renzi ol 500 (3)
 

E cioè?
"Quella fatta con le Regioni e i Comuni. Chiediamo agli enti locali di utilizzare tutti i proventi della lotta all'evasione (patti anti-evasione a livvello comunale, ndr) per aumentare gli investimenti in welfare e in politiche sociali. Non si può continuare a fare tagli lineari a livello statale. Bisogna tornare a fare contrattazione locale".

Allora la legge di Stabilità non l'ha soddisfatta...
"Non è tutto quello che volevamo, ma devo riconoscere che sul capitolo pensioni si è fatto un passo in avanti. Son due anni che siamo mobilitati da quanto l'ex premier Mario Monti ha bloccato gli assegni. E ora lo sblocco riguarda l'80% del monte pensioni".

E il taglio alle cosiddette pensioni d'oro?  Il contributo del 6% per la parte di pensione compresa fra 14 e 20 volte il minimo, che sale al 12% sugli importi fra 20 e 30 volte il minimo e al 18% sulle quote oltre 30 volte, l'a ccontenta?
"E' troppo poco. Il governo deve fare di più, avere più coraggio e investirli in politiche sociali".

Al momento, sembra invece che andranno a favore delle Pmi...
"La risorse devono andare alle famiglie, ai non autosfficienti e a chi ne ha bisogno".  

Lei è stata una dei pochi che all'interno della Cgil ha fatto un endorsement nelle Primarie del Pd in favore di Gianni Cuperlo e non di Matteo Renzi...
"Non sono stata la sola. La lista da me sottoscritta comprendeva altri 50 nomi di esponenti della Cgil che, come me, hanno fatto campagna elettorale". 

enrico letta 500 (2)
 

Si può dire che con la nomina di Matteo Renzi alla segreteria del Pd sia finito un po' l'idilio fra i Democratici e la Cgil?
"E' tanto tempo che ormai non c'è più un idillio. Non sono preoccupata delle cose che dice Renzi. Fa il segretario del Pd e fa bene a dire ciò che dice. Nell'autonomia sindacale ci confronteremo con lui. Anche con delle battaglie quando non saremo d'accordo con il segretario del Pd. Il problema con Renzi, non è personale. Mi ha convinto di più il programma di Cuperlo".

Su quali punti in particolare?
"L'idea di partito, l'idea dei diritti e l'idea del lavoro".

Che voto dà al governo Letta da uno a dieci?
"Sei meno, una sufficienza risicata, ma potrebbe fare di più".

E cosa si aspetta nei prossimi mesi?
"Più lavoro e occupazione. Le cose più importanti per il Paese, altrimenti l'Italia non va da nessuna parte".

Quindi, mettendo lo Job Act di Renzi al centro del dibattito subito a gennaio...
"No, Letta deve tenere presente la piattaforma per il lavoro che la Cgil ha presentato in primavera".

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