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Economia
Il Job Act entra nel vivo. Pronta la prima bomba nel decreto
squadra renzi PolettiIl ministro del Lavoro Giuliano Poletti
 

di Andrea Deugeni
Alberto Maggi

Acque agitate all'interno del Pd sui decreti attuativi del Job Act. Ciò che sta creando fibrillazione non solo nella minoranza Pd, ma anche nelle figure non così dichiaratamente lontane dal premier all'interno dei Democrat è l'ipotesi, confermata secondo alcune voci, di far rientrare la fattispecie dello scarso rendimento del lavoratore all'interno della categoria dei licenziamenti economici per i quali si prevede solo l’indennizzo e non la possibilità del reintegro. Un'opzione che non piace ai sindacati e alla sinistra Pd che, con il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, ha definito "aberrante". "Al momento il governo non ha fatto rientrare questa fattispecie all'interno della categoria dei licenziamenti economici", ha spiegato il sottosegretario al Welfare Teresa Bellanova contattata da Affaritaliani.it sulla stesura dei decreti attuativi del Job Act.

"Questa ipotesi non rientrava fra ciò che il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha presentato ai sindacati", ha aggiunto la Bellanova che ha specificato: "Non c'è ancora un testo di decreto consegnato, farà fede ciò che arriverà e uscirà dal Cdm". "Ma al momento questa ipotesi non fa parte delle riflessioni fatte dal ministro Poletti", ha concluso.

Secondo alcune indiscrezioni, il Governo punta a varare la vigilia di Natale i primi due decreti attuativi: quello sugli ammortizzatori sociali con l'estensione del sussidio di disoccupazione anche ai collaboratori e quello sul contratto unico a tutele crescenti.

Un altro motivo di tensione per l'esecutivo potrebbe essere anche la possibilità di far scattare il reintegro per i licenziamenti disciplinari quando il licenziamento viene deciso sulla base di un fatto insussistente. Semplicemente un fatto, non un fatto grave e tanto meno un reato, come invece chiedeva Ncd con Maurizio Sacconi, che per questo ha parlato di "governo a rischio".

Al momento pare difficile che questo ammorbidimento possa essere compensato con l'"opzione aziendale", e cioè la possibilità per l'azienda di superare il reintegro pagando un indennizzo più alto. Anche perché c'è il pressing di Poletti per un testo in generale più morbido, con indennizzi più alti rispetto a quelli fissati da Palazzo Chigi.

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