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Economia

di Piero Righetti

 Le misure che il Governo Renzi intende assumere in materia di riforma del mercato del lavoro e delle connesse tutele previdenziali e sociali sono articolate in due distinti provvedimenti, di cui uno (il D.L. n. 34 del 20 marzo u.s.) già in vigore e un altro da realizzarsi necessariamente in un periodo più lungo (il Disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 12 marzo u.s. e che solo il 31 marzo è stato presentato in Parlamento). A differenza del testo del D.L. - ben noto e già oggetto di numerose proposte di modifica - il testo del d.d.l. delega è stato varato ufficialmente dopo un lungo periodo di gestazione e pochi sono già a conoscenza dei suoi contenuti precisi.

Qui di seguito ne illustro, in una breve sintesi, gli aspetti più rilevanti, così come sono stati definiti dopo l'acquisizione del preventivo esame tecnico da parte dei Ministeri competenti.
Va subito evidenziato che le deleghe che il Governo dovrebbe attuare con uno o più decreti legislativi, entro un periodo massimo di sei mesi dall'entrata in vigore di questo disegno di legge, sono sostanzialmente cinque e possono così riassumersi:


1 - Delega in materia di ammortizzatori sociali

 Al fine di assicurare ai lavoratori che "vengano espulsi dal mercato del lavoro" tutele uniformi, "legate alla loro storia contributiva" (e cioè al numero dei contributi previdenziali di cui sono in possesso), in grado di favorirne la rioccupazione, questi decreti dovrebbero stabilire che:

- la cassa integrazione
• non potrà più essere concessa in caso di cessazione di attività;
• la sua concessione dovrà avere un iter più semplificato e dovrà essere successiva ad un'eventuale riduzione dell'orario di lavoro;
• la specifica contribuzione dovuta per poterla ottenere dovrà essere rivista e ridotta;
• dovranno essere riesaminati i settori produttivi che avranno diritto alla Cig ordinaria e a quella straordinaria in base alla disciplina di carattere generale e quelli invece che potranno ottenerla a carico degli specifici Fondi di solidarietà autofinanziati;

- i sussidi di disoccupazione (Aspi e miniAspi)
• dovranno essere rimodulati ai cocopro e avere una durata più lunga per i lavoratori con una maggiore anzianità contributiva e per quelli a più basso reddito.

Inoltre tutti coloro che usufruiranno di trattamenti di Cig o di disoccupazione dovranno svolgere, durante il periodo in cui ne usufruiranno, una specifica "attività a beneficio delle comunità locali".


2 - Delega per il riordino della normativa sui servizi e la politica attiva per il lavoro

 Il Governo dovrà modificare radicalmente le varie disposizioni in materia di politica del lavoro e di funzionamento degli uffici che se ne occupano, a cominciare dai Centri per l'impiego.

A tal fine:
• dovranno essere razionalizzati e coordinati su base nazionale gli incentivi per le assunzioni e per l'autoimpiego;
• dovrà essere istituita l'Agenzia Nazionale per l'Occupazione, con competenze in materia di servizi per l'impiego, politiche attive del lavoro, sussidi di disoccupazione, incontro domande di lavoro-offerte di lavoro;
• dovranno essere ridisciplinate competenze e funzionamento di tutti gli enti, pubblici e privati, nazionali e territoriali che si occupano di mercato del lavoro, favorendo sinergie, specificità ed esclusività dei compiti, utilizzo dei mezzi informatici.


3 e 4 - Deleghe per la semplificazione di procedure e adempimenti e per il riordino dei rapporti di lavoro

 In sei mesi dovranno essere semplificate e sburocratizzate le attuali procedure per la costituzione e la gestione dei rapporti di lavoro dimezzando i vari adempimenti, emanando eventuali note interpretative, abolendo i documenti cartacei e utilizzando esclusivamente strumenti informatici. Dovranno inoltre essere riordinate le attuali tipologie contrattuali (oggi da 40 a 50) e introdotte eventuali nuove forme contrattuali "con tutele crescenti per i lavoratori" e dovrà essere introdotto un "compenso orario minimo" per tutti i lavoratori dipendenti.


5 - Delega in materia di maternità e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro

 Con più decreti legislativi, inoltre, il Governo dovrà emanare uno o più provvedimenti finalizzati: a) ad assicurare una maggiore tutela a tutte le lavoratrici madri, sia dipendenti che "parasubordinate"; b) a favorire al massimo la flessibilità dei tempi di lavoro al fine di favorire "la conciliazione tra l'esercizio delle responsabilità genitoriali e dell'assistenza alle persone non autosufficienti con l'attività lavorativa".
 
 Il sesto e ultimo articolo del D.D.L. delega stabilisce che dall'attuazione di tutte le sopra ricordate deleghe "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica" e che entro un anno dalla loro entrata in vigore potranno essere adottate, sempre da parte del Governo, ulteriori "disposizioni integrative e correttive" di quelle contenute nei decreti legislativi attuativi delle deleghe.

 Che dire? Certamente le intenzioni sembrerebbero ottimali. La loro realizzazione, anche parziale, appare però, a chi scrive e non solo, tutt'altro che facile sia per la complessità e la tecnicità della materia, sia per i contrapposti forti interessi politici e delle parti sociali con cui le nuove norme andranno a confrontarsi e spesso a scontrarsi. I tempi previsti per riforme così importanti e rilevanti sembrano però eccessivamente ristretti.
 A mio avviso sarebbe necessario portarli almeno da 6 a 12 mesi, soprattutto per quei provvedimenti strutturali e quindi destinati a durare nel tempo, che contrastano con orientamenti dottrinali, sindacali e giurisprudenziali ormai consolidati.
 1\11Una attuazione anche di una parte soltanto di tutte queste deleghe già sarebbe un grosso successo.
 Ne riparleremo.

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