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Economia

Obiettivo occupazione. I numeri del lavoro giovanile sono ancora grigi. Ma anche nel deserto della crisi, ci sono alcune oasi da raggiungere. Come i 120 mila under 30 che saranno assunti nel 2013. 120 mila posti di lavoro che le imprese sono disposte a offrire. Ma in quali settori? 

Secondo Unioncamere, il 71,6% delle richieste di under 30 (poco più di 86.200) "proviene da imprese dei servizi". Tra queste "13mila si riferiscono ai servizi dei media e della comunicazione, informatici e delle Tlc a supporto delle imprese, per una quota pari all'11% del totale, in aumento di 1,4 punti rispetto al 2012.

Al settore manifatturiero fa invece riferimento un altro 28,4% delle assunzioni (circa 34.300). Guardando alle professioni, un giovane neo-assunto su quattro (circa 28.800) viene richiesto nell'ambito delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione. Oltre uno su due (quasi 61.500) potrà trovare spazio nelle professioni esecutive nel lavoro di ufficio o professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi.

Un terzo delle possibilità (41.200) sono concentrate nelle regioni del Nord-Ovest (oltre 27mila delle quali in Lombardia), poco più della metà (61.400) è espressione di imprese con meno di 49 dipendenti e ben 44.600 di aziende che non superano i 10 dipendenti".

Le province in cui, in termini relativi, la domanda di giovani da assumere è più elevata sono Asti e Rimini, dove i posti per i quali gli under 30 sono i preferiti rappresentano quasi la metà del totale di quelli disponibili (rispettivamente il 46,5 e il 45%).

Piccole opportunità in un mondo del lavoro che resta asfittico. Prosegue infatti il calo della domanda di lavoro. Se quest'anno le assunzioni saranno 120.489, nel 2012 sono state 144.273. Sul totale degli occupati, nel 2012, i giovani rappresentavano una quota del 35,5%. Quest'anno la quota dovrebbe scendere al 32,8% (-2,7%).

 

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