Il terziario con in testa il turismo, insieme alla forte tenuta dell’industria e dell’export, si confermano il vero motore dell’economia del Lazio. Anche nel 2026 la regione punta a recitare un ruolo di primo piano nella crescita del Paese. Le premesse sono solide: le stime della Svimez attribuiscono al Pil laziale di quest’anno un incremento compreso tra lo 0,6% e il 1,2%, superando la media nazionale stimata tra lo 0,5% e lo 0,7%. Un trend che dà seguito alle ottime performance degli anni precedenti, con il Lazio che ha registrato un +1,2% nel 2024 (a fronte del +0,7% italiano) e un brillante +2% nel 2025, piazzandosi al primo posto tra le regioni italiane per tasso di sviluppo.
La sinergia istituzionale del metodo Giubileo e l’impatto economico
A fare da volano alla crescita è stato il cosiddetto “metodo Giubileo”, caratterizzato dalla stretta collaborazione tra il governo Meloni, la Regione Lazio guidata da Francesco Rocca e il Campidoglio con il sindaco Roberto Gualtieri. La sinergia istituzionale ha permesso di completare nei tempi previsti le opere dell’Anno Santo e i progetti del Pnrr, trasformando la Capitale. I risultati sono nei numeri: nel solo primo semestre si sono registrati quasi 11 milioni di arrivi (+2,6% sul 2025) e 25 milioni di pernottamenti, generanti un impatto economico stimato in oltre 15 miliardi di euro.
I punti di forza della struttura economica
Oltre al turismo, la struttura economica regionale beneficia del boom delle esportazioni, cresciute lo scorso anno del 9,6% (un dato triplo rispetto al +3,3% nazionale) grazie al settore farmaceutico e ai servizi avanzati, dal digitale all’aerospazio. Buoni anche i dati sull’occupazione, con un tasso di impiego al 64,2% e una disoccupazione ferma al 5,5%, entrambi migliori della media italiana. Resta invece critica la situazione dell’automotive a Cassino, dove la crisi dello stabilimento Stellantis incide negativamente sul basso Lazio con una produzione scesa sotto le 20 mila unità.
Le strategie per il post Pnrr
Con la conclusione dei fondi Pnrr ad inizio luglio, la strategia di sviluppo punta ora sull’aggiornamento del Piano industriale promosso da Regione e Unindustria. I pilastri per attrarre nuovi investimenti comprendono la piena operatività della Zona Logistica Semplificata (Zls) voluta dalla giunta Rocca, il rilancio del Consorzio industriale unico e lo sviluppo delle competenze tramite l’Intelligenza Artificiale e l’hub Rome Technopole. Sul fronte delle infrastrutture, determinanti saranno l’avvio dei cantieri dell’autostrada Roma-Latina, i lavori del termovalorizzatore di Santa Palomba e i collegamenti del Tav nel Lazio meridionale.

