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LazioCrea e quei 95 milioni al fotofinish

La Regione Lazio apre lo sportello per i piani formativi settoriali: 95 milioni distribuiti fino a esaurimento risorse

LazioCrea e quei 95 milioni al fotofinish

La Regione Lazio apre lo sportello per i piani formativi settoriali

Ieri nel Lazio si e’ svolta una competizione molto particolare. Non sono servite scarpe da corsa, preparazione atletica o certificato medico. E’ invece bastata una connessione molto veloce, un computer affidabile, nervi saldi e, per i più prudenti, qualche rito propiziatorio rivolto al server di SIGEM, il sistema informativo della Regione Lazio.

In palio quasi 95 milioni di euro del Programma GOL, finanziati dal PNRR, a sostegno dei piani formativi settoriali che dovranno integrare formazione, orientamento, accompagnamento al lavoro e altri servizi di politica attiva. Non piccoli corsi, dunque, ma interventi articolati che, secondo lo stesso Avviso, dovrebbero contribuire a “reingegnerizzare” il sistema regionale della formazione e a rispondere ai fabbisogni del mercato del lavoro.

Un obiettivo ambizioso. Talmente ambizioso che ogni Piano può arrivare fino a 10 milioni di euro. Ci si sarebbe aspettati quindi una valutazione comparativa rigorosa: qualità della progettazione, esperienza degli enti, capacità di inserimento lavorativo, solidità delle imprese coinvolte, copertura territoriale, innovazione ed efficacia. Ma no, i criteri che la Regione Lazio avrebbe utilizzato per scegliere i progetti più efficaci per affrontare l’annosa questione delle politiche del lavoro sono stati altri. Insomma, la qualità ha avuto certamente un peso, ma anche l’orologio.

L’Avviso, promosso nei giorni scorsi in più occasioni dal presidente Rocca, ha infatti adottato una procedura “a sportello”. Le candidature sono state presentate da raggruppamenti di enti della formazione e del lavoro chiamati a garantire l’intera filiera delle politiche attive. E le domande istruite in ordine cronologico e finanziate fino all’esaurimento delle risorse.

Avete capito bene: a fare fede saranno esclusivamente la data e l’orario di invio registrati sulla piattaforma. In altre parole, tra due Piani entrambi ammissibili non prevarra’ necessariamente quello che offre maggiori opportunità occupazionali o che risponde meglio alle necessità di questo complesso mercato. Prevarrà solo quello che SIGEM registra prima.

Dunque: un mese per prepararsi, pochi secondi per giocarsi tutto. L’apertura della piattaforma è scattata ieri mattina alle ore 9:30 con più di qualche malumore, anche perché SIGEM, in questa procedura, “non è soltanto il luogo in cui depositare la domanda. E’ diventata parte sostanziale della selezione.

La presentazione si considera conclusa soltanto quando è stata trasmessa tutta la documentazione. Si potrebbe osservare che tutti utilizzano la stessa piattaforma e questo è sicuramente vero. Ma utilizzare lo stesso casello autostradale non significa attraversarlo nello stesso momento, soprattutto quando tutti arrivano alle 9:30 e la graduatoria dipende dall’ordine di passaggio”, spiega chi conosce da vicino il caso.

Attenzione: tutto ciò non significa che le garanzie tecniche non esistano ma sembra importante sottolineare che “sarebbe opportuno conoscerle prima, non dopo l’eventuale controversia”. Inoltre, si ricorda che SIGEM rientra nei sistemi informativi regionali gestiti da LAZIOcrea, società in house interamente controllata dalla Regione Lazio. Nulla di irregolare ovviamente: una società in house può gestire le infrastrutture informatiche dell’amministrazione controllante.

“Ma in una procedura fondata sull’ordine cronologico, la neutralità tecnica del sistema non deve essere soltanto dichiarata, deve essere dimostrabile”, spiegano ancora ad Affaritaliani. La vera domanda che ci si pone e’: questo modello “a sportello” avviato ieri è davvero adeguato a Piani complessi, presentati da grandi aggregazioni e finanziabili fino a 10 milioni di euro ciascuno? La questione non è soltanto giuridica. È amministrativa e politica: la tempestività dell’invio è davvero il criterio migliore per decidere chi dovrà
gestire quasi 95 milioni di euro destinati alla formazione e all’occupazione?