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Le Borse europee corrono dopo la paura

Piazza Affari la migliore grazie alle banche

Le Borse europee corrono dopo la paura
borsa ape (7)

Giornata di recupero per le Borse europee, dopo i violenti ribassi delle ultime sedute. Milano ha vantato la performance migliore, con il Fse Mib che ha chiuso sui massimi di giornata in progresso del 2,86% poco sotto quota 23mila punti. La Borsa milanese, tra l’altro, vanta il bilancio migliore del Vecchio Continente anche da inizio anno, con un progresso attorno al 5% che si confronta con il rosso degli altri principali indici. I listini del Vecchio Continente sono stati incoraggiati sia dall’andamento di Wall Street, sia dalle indicazioni diffuse dalla Commissione europea, che ha ritoccato al rialzo le stime di crescita dell’economia, ma al contempo ha sottolineato che l’inflazione rimane su livelli contenuti. Tradotto per gli investitori, cio’ significa che rimarra’ confermata con grande probabilita’ la politica monetaria espansiva della Bce. Piazza Affari ha beneficiato del sostegno delle banche, che hanno allungato il passo dopo che la presidente della vigilanza Bce, Daniele Nouy, ha auspicato fusioni cross-border. In particolare si sono distinte le Banco Bpm (+5%), nell’attesa dei conti. Sono inoltre andate bene le Intesa Sanpaolo (+3,4%), gia’ premiate la vigilia dopo la presentazione del piano industriale, che prevede un utile netto al 2021 di 6 miliardi di euro. Telecom Italia e’ volata del 5,9% sull’ipotesi di uno scorporo della rete. Ipotesi suffragata dall’incontro avvenuto tra l’ad, Amos Genish, e il ministro dello Sviluppo Economico,

Carlo Calenda, nel corso del quale e’ stato analizzato proprio un possibile modello di separazione delle rete. Fca ha guadagnato il 6,7%, anche sull’onda delle dichiarazioni del numero uno di Suzuki che, parlando di un possibile allargamento della partnership con Toyota, ha detto di tenere una porta aperta a tutti, ‘anche a Fca’. In coda al listino Campari (-0,16%), ancora sotto scacco dell’euro forte. Sul fronte dei cambi l’euro, dopo una breve incursione sopra la soglia di 1,24 dollari, si e’ indebolito fino a 1,2290 dollari (da 1,234 ieri in chiusura). La moneta unica ha perso quota anche rispetto allo yen: vale 134,5 (da 134,85). Il dollaro/yen, infine, si attesta a 109,48 (da 109,2). Ha imboccato la strada del ribasso il greggio, dopo la diffusione dei dati sulle scorte americane. Nella settimana conclusa il 2 febbraio le scorte di petrolio degli Stati Uniti sono salite di +1,895 milioni di barili a 420,254 milioni, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 2,5 milioni di unita’. Tuttavia secondo i dati diffusi dal dipartimento all’Energia, gli stock di benzina sono saliti oltre le attese, di 3,414 milioni di barili contro stime per un +0,7 milioni. Inoltre le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono cresciute di 3,926 milioni di barili mentre le stime erano per una diminuzione di 1,1 milioni di unita’. L’utilizzo della capacita’ degli impianti si e’ attestato al 92,5%. Il wti, contratto con consegna a marzo, accusa una flessione dell’1,9%, portandosi a 62,15 dollari al barile.