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Legge di stabilità/ Incubo assalto alla diligenza. La nuova strategia di Squinzi sul cuneo fiscale

 

Giorgio Squinzi (4)

twitter @andreadeugeni

In attesa che la legge si Stabilità inizi il suo iter parlamentare, un passaggio che si preannuncia turbolento e mentre i sindacati varano il loro pacchetto di scioperi, la Confindustria di Giorgio Squinzi affina la strategia per portare a casa il tanto anelato taglio al cuneo fiscale, una sforbiciata che, rispetto alle attese, è stata meno poderosa del previsto: 2,5 miliardi complessivi nel 2014, una dote di cui solo un miliardo circa è destinato, il prossimo anno, alla riduzione del costo del lavoro sopportato dalle imprese.

In Viale dell’Astronomia, dunque, un po’ di delusione per la poca benzina messa da Letta nel serbatorio delle imprese necessaria a riattivarne la crescita, c’è. Ma da qui a definire l’intera manovra del governo una porcheria, come qualcuno ha voluto far intendere nel weekend riferendosi alle parole pronunciate da Squinzi a Napoli al convegno dei Giovani Industriali, ce ne vuole.

Per due motivi: primo, perchè il patron della Mapei si riferiva al rischio di “porcate in Aula“, concetto ribadito oggi all’assemblea dell’Ania, pensando agli assalti alla diligenza che venivano tradizionalmente fatti in passato e che, come risultato, finivano per stravolgere l’impianto complessivo dell’ex Finanziaria, così come usciva da Palazzo Chigi. Secondo, perché l’obiettivo di Confindustria è un altro. Obiettivo che Squinzi, accompagnato dal direttore generale Marcella Panucci, suo braccio destro in Viale dell’Astronomia, farà ben intendere ai senatori giovedì in Commissione Bilancio a Palazzo Madama, aprendo le audizioni delle parti sociali sulla manovra. Un appuntamento a cui Squinzi ha voluto esser presente in prima persona (per l’importanza dell’argomento), non delegando la Panucci.

L’industriale milanese, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, dirà che la legge di Stabilità va nella direzione giusta, anche per il quadro stabile e certo di interventi che pone per il prossimo triennio (condicio sine qua non per un’impresa che decide d’investire), ma che, dopo il dietrofront del governo sul pacchetto di tagli alla Sanità, le risorse destinate al taglio del cuneo fiscale sono insufficienti. Poca roba per dare una scossa alla crescita del nostro Paese.

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squinzi camusso 500

I desiderata del presidente della Confindustria sono noti: nelle ore precedenti al varo della legge di Stabilità, Squinzi aveva parlato di “manovrona”, riferendosi ai 10 miliardi che sarebbero necessari al sistema per generare degli effetti sostanziali sulla crescita del Pil. In realtà, aveva sparato alto per portare a casa almeno una “manovrina”: i 4-5 miliardi, già chiesti al governo il 2 settembre a Genova alla festa del Pd, in occasione del documento comune stilato con Cgil, Cisl e Uil. Poi, Letta ha ridotto ancora la dote, rispondendo alle imprese con il contentino dei 10 miliardi spalmati però su tre anni. Il timore di Squinzi, ora, è che la legge di bilancio esca addirittura peggiorata dal fuoco incrociato che caratterizzerà il suo passaggio in Parlamento, con le imprese che finiranno per rimanere addirittura con un pugno di mosche in mano, senza neanche il miliardo iniziale promesso da Palazzo Chigi (l’altro miliardo e mezzo servirà per allegerire la busta paga dei lavoratori).

Squinzi, dunque, si prepara a richiedere alle forze politiche che compongono la maggioranza, i 4-5 miliardi iniziali, cercando di portare a casa, in attesa del miracolo, almeno il minimo sindacale dei 2,5 promessi ora dal duo Letta-Saccomanni. Chissà se Emma Marcegaglia, ora numero uno della Confindustria europea, che il patron della Mapei vedrà, nuovamente con più calma fra stasera e domani a Bolzano in occasione del bilaterale Italia-Germania, avrà qualche suggerimento utile da dargli per gestire il delicato confronto con i partiti. Di sicuro, nonostante la gravità del momento, Squinzi non perderà il suo senso dell’humour, come quando stamattina all’assemblea dell’Ania parlando con l’ultimo dei past president di Viale dell’Astronomia, detto scherzando: “Emma, se avessi saputo che la crisi era così grave, non mi sarei candidato“.