Estranei alla materie e senza coperture finanziarie. La commissione Bilancio della Camera dei Deputati presieduta da Francesco Boccia cestina circa 1.600 dei 3.700 emendamenti presentati alla Legge di Stabilità, emendamenti dichiarati inammissibili. Restano quindi 2.000 proposte di modifica, che dovranno essere ulteriormente ridotti, a circa 500 emendamenti segnalati.
Per oltre un quarto le proposte di modifica arrivano dal Partito Democratico, insomma, una sfida della minoranza interna al partito nei confronti del premier Matteo Renzi. Molte proposte di correzione, come preannunciato, si concentrano sui temi “più caldi” della manovra, dalle tasse su Tfr e fondi pensione (su cui il governo ha aperto a “correttivi”, ma nel rispetto dei saldi), al pressing per aumentare i fondi per i nuovi ammortizzatori sociali.
Tema, quest’ultimo, legato a doppio filo, anche nelle intenzioni del governo, alla realizzazione del Jobs act. Il provvedimento all’esame della commissione Lavoro sempre a Montecitorio, infatti, si intreccia anche “da calendario” con la legge di Stabilità e potrebbe rallentarne i lavori.

