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Renzi prepara la manovra da 23 miliardi. Tfr in busta paga per due anni

Conto alla rovescia per la stesura della legge di Stabilità che il Tesoro deve inviare, assieme a quella di tutti gli altri Paesi di Eurolandia, a Bruxelles entro mercoledì. Stando alle indiscrezioni dell’ultima ora, il conto delle risorse raccimolate dal duo Renzi-Padoan salirebbe dai circa 20 miliardi preventivati a settembre a circa 23, due miliardi (lo 0,1% del Pil) in più. L’intervento sul Tfr, con un impatto neutro sui conti, potrebbe esser limitato a due anni. Ecco tutti i tagli del governo

Conto alla rovescia per la stesura della legge di Stabilità che il Tesoro deve inviare, assieme a quella di tutti gli altri Paesi di Eurolandia, a Bruxelles entro mercoledì. Stando alle indiscrezioni dell’ultima ora, il conto delle risorse raccimolate dal duo Renzi-Padoan salirebbe dai circa 20 miliardi preventivati a settembre a circa 23, due miliardi (lo 0,1% del Pil) in più per creare una piccola riserva di bilancio da utilizzare, se necessario, per la correzione del deficit pubblico del 2015. Riserva da cui attingere nel caso in cui Commissione e Consiglio Ue richiedessero, stando a valutazioni che non coincidono con quelle di Via XX Settembre, un aggiustamento strutturale dei conti pubblici maggiore di quello oggi previsto dal governo.

Ma da dove arrivano i 23 miliardi che costituiscono la dote del governo per rimettere in moto l’economia italiana? La voce “avere” della manovra che si preannuncia così espansiva, dato che poco meno della metà andrà a finanziare il bonus di 80 euro (7,3 miliardi) e il taglio dei contributi sociali (2 miliardi sul cuneo fiscale), è costituita per un 50% dall’aumento del deficit e per l’altro 50 da un’articolata revisione della spesa, che abbraccerebbe le agevolazioni e gli sgravi fiscali per le imprese, e potrebbe impattare anche sul personale della pubblica amministrazione, con un possibile taglio del 3% agli stipendi dei dirigenti. Spending review così strutturata: dalla revisione delle agevolazioni fiscali per le imprese arriverebbe poco più di un miliardo. Nel mirino i crediti d’imposta, che con le nuove regole contabili sono molto più pesanti sul bilancio, e i regimi agevolati sull’Iva e sulle accise per l’autotrasporto, l’agricoltura, l’editoria.

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Cinque miliardi arriveranno dalla revisione della spesa per gli acquisti della pubblica amministrazione, con il riferimento ai prezzi standard della Consip, cui si aggiungeranno i risparmi dovuti alla razionalizzazione e alla dismissione delle partecipate locali. Le Regioni contribuirebbero con 3 miliardi (1,5 con il risparmio sugli acquisti, metà solo sulla spesa sanitaria), i Comuni con 1,5 miliardi e alle Province si chiederebbe un taglio di 500 milioni. Dai ministeri il governo conta di recuperare per il 2015 non meno di 3 miliardi. Dal recupero dell’evasione Iva con l’estensione del reverse charge, si conta di recuperare 6-700 milioni.

Oltre alla leva fiscale, l’intervento espansivo del governo inciderà sul Patto di Stabilità interno che verrà superamento e rimpiazzato dall’obbligo del pareggio di bilancio. Così i Comuni potranno spendere 1,5 miliardi di euro in più che saranno coperti dallo Stato. Il governo ha poi deciso di stanziare 1,5 miliardi per i nuovi ammortizzatori sociali , uno per la scuola e circa 500 milioni per sbloccare i contratti delle forze dell’ordine. Poi ci sono le spese indifferibili da rifinanziare, un conto da cinque miliardi tra missioni di pace, cinque per mille, fondi ad Anas e Ferrovie e cassa integrazione in deroga.??Il conto della spesa arriverebbe a circa 19-20 miliardi, lasciandone tre-quattro all’eventuale ulteriore riduzione del disavanzo strutturale. E il Tfr? Mentre il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha frenato un po’ gli entusiasmi del premier Matteo Renzi (“E’ un’opzione” allo studio, ha detto pochi giorni fa), l’intervento, con un impatto neutro sui conti, potrebbe esser limitato a due anni, ovviamente con adesione volontaria  e assistito da una garanzia pubblica.