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Economia
Industriali divisi sul voto. Squinzi: "Dopo le riforme". Della Valle: "Subito"

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

L'accordo politico fra il presidente del Consiglio Matteo Renzi (anche segretario del Pd) e il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi sulla legge elettorale accende il dibattito sul voto fra gli industriali. Appuntamento che teoricamente potrebbe svolgersi in primavera subito dopo l'approvazione dell'Italicum. Gli imprenditori si dividono fra chi opta per il 2018, alla fine naturale della legislatura e chi, invece, scalpita per andare alle urne il prima possibile (nel 2015).
 
"Votare senza riforme fatte sarebbe un danno per il Paese e non ci darebbe maggiore credibilità in Europa", ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo all'assemblea di Unindustria, l’unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo. "Comincia a serpeggiare un po' di nervosismo tipico delle situazioni instabili che portano a votare", ha spiegato poi Squinzi aggiungendo che, invece, in questa fase, "è importante portare a termine le riforme che ci devono avvicinare alle democrazie più efficienti". "Facciamo queste prime, necessarie riforme e facciamole bene", ha sottolineato infine il capo della Confindustria.

Le riforme in ballo a cui si riferisce Squinzi sono il job act, la riforma sulla giustizia, quella della Pubblica Amministrazione e quelle istituzionali (titolo 5° e Senato), misure senza le quali molti temono che, visto l'elevato debito pubblico in un un contesto di scarsa crescita anche per il 2015, i mercati finanziari possano tornare a mettere nel mirino l'Italia.

Contrario invece alla fine naturale della legislatura e al cronoprogramma dei mille giorni di Renzi è Diego Della Valle che per il momento ha messo da parte le sue velleità di discesa in campo. Mr Tod's è tranchant: "Bisogna andare al voto il prima possibile perchè fare altri due anni così significa uccidere il Paese". "Lo chiediamo educatamente - ha aggiunto poi il patron di Tod's nel corso di un convegno organizzato da Pambianco - so che in Parlamento c'è qualcuno che sentendo questo salta sulla sedia perchè vorrebbe restare fino alla fine, ma in quel marasma quelli in gamba sono sommersi da quelli che hanno capito che è l'ultima occasione per loro di stare su quella sedia".

Della Valle, infine, ha attaccato ancora gli Agnelli e Sergio Marchionne. "Ferrari ha salvato quel bidone che è Fiat", ha sparato l'imprenditore umbro, commentando l'uscita di Luca Cordero di Montezemolo dal Cavallino e l'annuncio della quotazione della società. "Il modo è stato vergognoso e il motivo evidente", ha sottolineato.

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