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Economia
Legge Stabilità, allarme sgravi: 300mila posti in meno

La Legge di stabilità 2015, appena approvata dalla Camera ed ora al vaglio del Senato, rischia di creare un grosso danno alla già critica situazione occupazionale del nostro Paese. Sono infatti a rischio oltre 300mila posti di lavoro nei prossimi tre anni, visto che la Manovra Finanziaria contiene la soppressione di una norma che potrebbe rivelarsi fatale soprattutto per gli artigiani di tutt’Italia e per tutti gli imprenditori delle regioni del Sud. Gli sgravi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato, nelle previsioni della Legge di stabilità (art. 12), andrebbero a sostituire quelli previsti dalla Legge 407/90. Tramite tale legge sono stati avviati in questi 24 anni alcuni milioni di rapporti di lavoro, particolarmente dagli artigiani su tutto il territorio e dai datori di lavoro del Mezzogiorno per i quali vige lo sgravio contributivo del 100%. Ove non dovesse essere introdotta nell'ordinamento una norma che consenta di ottenere un impatto economico-sociale identico, si avrebbero immediate ripercussioni sui già pessimi livelli occupazionali. Lo sgravio contributivo per i neoassunti (3 anni di esenzione dai versamenti Inps), infatti, è molto meno vantaggioso delle previsioni della legge 407/90 che fino a oggi, con varie modifiche, ha regolato le assunzioni agevolate e che sarà abolita con la legge di Stabilità. Attualmente tramite la legge 407/90 vengono avviati al lavoro circa 13omila lavoratori all'anno, nonostante il periodo di grave crisi. In sostanza è al momento l'unico, o quasi, strumento normativo utilizzato che produce occupati. La perdita secca del prossimo triennio, in assenza di identici vantaggi contributivi, sarebbe dunque di oltre 300 mila unita.

Nella recente Circolare n.19/2014, Fondazione Studi Consulenti del Lavoro aveva già valutato i diversi impatti degli sgravi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato per il 2015 e quelli della Legge 407/90. Calcoli alla mano, per la generalità dei datori di lavoro che operano nelle zone del mezzogiorno e per gli artigiani operanti su tutto il territorio nazionale, la soppressione della legge n. 407/90 risulta più dannosa rispetto alla riduzione contributiva del contratto a tutele crescenti. Infatti, se a gennaio 2015 la 407/90 fosse ancora in vigore, un’azienda artigiana o del sud che assumesse un disoccupato con una retribuzione lorda annua di 19.600 euro, risparmierebbe 6.052,48 euro di contributi Inps e 2.548 euro di contributi Inail (nel triennio 25.801,44 euro). Con la Legge di Stabilità, invece, l’impresa non pagherebbe i 6.052,48 euro relativi all’INPS (nel triennio 18.157,44 euro).

Cosa prevedono le agevolazioni ex Legge 407/90

Il comma 9 dell’art. 8 della Legge n. 407/90 prevede che, in caso di assunzioni con contratto a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati, sospesi o in Cig da almeno 24 mesi, i contributi previdenziali ed assistenziali sono applicati nella misura del 50% per un periodo di 36 mesi. Inoltre, nell’ ipotesi in cui tali assunzioni siano effettuate da imprese operanti nelle zone svantaggiate del Mezzogiorno, o da imprese artigiane, lo sgravio raggiunge il 100% della contribuzione totale a carico del datore di lavoro. Lo sgravio include dunque sia i contributi da versare all’INPS, sia quelli destinati all’INAIL. Condizione di base è che le assunzioni non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi. La fruizione dello sgravio inoltre è ripetibile, ricorrendone le condizioni, in capo al medesimo lavoratore.

Quali effetti porterà l’abrogazione della legge 407/90

Al di là dell’arco temporale di applicazione limitato ad un solo anno solare, lo sgravio proposto dalla prossima Legge di stabilità ha, in alcune fattispecie, un impatto molto meno positivo di quanto appaia a prima vista. Il nuovo sgravio risulta più conveniente per il datore di lavoro del Centro-nord non artigiano, in quanto include interamente i contributi INPS; la L. 407/90 in questi casi prevede soltanto il 50% di riduzione. All’aumentare della retribuzione corrisposta al lavoratore, l’agevolazione ex Legge di stabilità soffre sempre di più la previsione di un tetto massimo di fruibilità (8.060 euro). All’aumentare del tasso INAIL, inoltre, l’agevolazione ex Legge di stabilità riduce il suo impatto, non essendo prevista l’estensione dello sgravio anche ai contributi assistenziali. Gli sgravi contributivi della Legge di Stabilità 2015 sono concessi per le assunzioni decorrenti da 1 gennaio 2015 e stipulate entro il 31 dicembre 2015, mentre la soppressione dei benefici contributivi della Legge n. 407/1990 è definitiva. Dunque, a partire dal 1 gennaio 2016, non ci saranno sgravi contributivi di alcun genere in favore delle assunzioni a tempo indeterminato.

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