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Economia
Giorgio Squinzi (3)

Cgil e Uil si preparano a scendere in piazza contro la legge di stabilita' e gli industriali incolpano il Governo di avere avuto "poco coraggio" soprattutto sul versante del taglio delle tasse.

Il giorno dopo il Consiglio dei Ministri che ha varato il provvedimento, e' stato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti il primo a far sentire la sua voce: la confederazione di via Lucullo e' "certamente pronta" a proteste forti e allo sciopero contro le misure della legge di stabilita' che riguardano il pubblico impiego: dal blocco dei contratti a quello del turn over, dal taglio degli straordinari alle misure sulla liquidazione. "A me sembra - ha detto Angeletti - che l'unica preoccupazione di questa legge di stabilità sia stata di stabilizzare la tenuta del governo, non l'economia. A pagare non possono essere sempre i soliti". Da parte della Cgil, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini promette un incontro di Fiom, Fim e Uilm luned¼' prossimo "per arrivare ad uno sciopero generale dei metalmeccanici, non solo per il lavoro e per una diversa politica industriale, ma anche per cambiare una legge di stabilita' totalmente inadeguata". Pur senza parlare direttamente di sciopero, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha ricordato che "con la Cisl e la Uil abbiamo una piattaforma unitaria" e quindi "nelle prossime ore vedremo come trasformare una mobilitazione in tutte le forme utili a sostenere la nostra piattaforma". Piu' cauto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: dalla legge di stabilita', "ci aspettavamo molto di piu'", ha affermato. Secondo il sindacalista, "dopo anni e anni e' la prima volta che invece di caricarci di tasse c'e' addirittura un segno positivo, un segno meno" in tema di tasse. Infine, pur apprezzando i passi "giusti", anche gli industriali non nascondono una certa delusione: "I passi sarebbero anche nella direzione giusta, ma ancora una volta sono passi non sufficienti a far ritrovare la crescita: spero si possa intervenire ulteriormente e fare qualcosa di piu'", ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Ma, e' stato il suo messaggio ai sindacati, "credo che invece di ricorrere allo sciopero bisognerebbe rimboccarsi le maniche e spingere nella direzione giusta il Paese".

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