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Economia
Juncker più morbido di Barroso. Bruxelles verso il sì alla legge di Stabilità

di Andrea Deugeni
twitter@andreadeugeni

"Non si ritornerà a un negoziato sullo 0,3-0,5% di correzione del deficit strutturale com'è stato con la Commissione Barroso. Juncker vuole valutare invece gli effetti positivi sulla crescita che il governo italiano attribuisce alla propria legge di Stabilità. A partire, in primis, dalla riforma del mercato del lavoro e della giustizia civile". Mentre l'Italia attende (entro il 24 novembre) il giudizio Ue sulla propria legge di bilancio, Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei (nella foto sotto), spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it come Bruxelles sta valutando la nostra legge di Stabilità. "Così Juncker vuole differenziarsi da Barroso", dice.


L'INTERVISTA

Come sta andando a Bruxelles il dibattito sulla legge di Stabilità, visto che entro il 24 novembre la Commissione Juncker dovrà dare il proprio giudizio sulla manovra? Ci saranno richieste aggiuntive?
"E' molto prematuro e difficile dirlo adesso. Non ho informazioni specifiche ora. Vediamo cosa verrà fuori da qui al 24. Quello che il governo Renzi si auspica è che la nuova Commissione Juncker faccia una valutazione complessiva della politica economica e della legge di Stabilità italiana. Non solo valutando legge per legge, ma inserendo le norme anche nella nuova politica europea che deve mirare a favorire gli investimenti, non solamente con il piano Juncker, ma valutando anche positivamente le leggi di Stabilità espansive che vogliono rilanciare la crescita e l'occupazione nei Paesi membri".

sandro gozi ape
 

Com'è orientata la Commissione Juncker a interpretare le clausole di flessibilità sul Patto di stabilità?
"Mi sembra più aperta di quella Barroso in un quadro più ampio in cui l'esecutivo esige però l'applicazione delle regole, perché è il compito della Commissione. Ne va della credibilità della governance dell'Unione monetaria sui mercati finanziari".

Concretamente parlando, il governo Renzi ha raggiunto con la Commissione Barroso un compromesso su un aggiustamento dello 0,3% (e non dello 0,1% proposto inizialmente dall'Italia contro lo 0,5% richiesto in precedenza dai vertici comunitari) del deficit strutturale. Questo tipo di compromesso andrà bene anche a Juncker?
 "No, non credo si ritorni a un negoziato sullo zero vergola. Credo che, però, Juncker voglia invece dimostrare come intende valutare le clausole di flessibilità rispetto alla manovra. Una valutazione un po' più ampia rispetto allo 0,3-0,5% di correzione del deficit strutturale o alla fotografia di un documento chiamato legge di Stabilità. Sarà una valutazione sugli effetti positivi sulla crescita che il governo italiano attribuisce alla propria manovra economica. E alla luce di questi effetti, poi, sarà possibile applicare in maniera più o meno ampia la flessibilità prevista dai trattati".

Quindi, il presidente Juncker vuole capire se verranno rispettate le previsioni di crescita del Pil italiano dello 0,6% inserite nel Def?
"Vorrà capire, cioè, se verrà rispettato, visto che la manovra lo finanzia, il programma di riforme, se l'Italia sarà in grado di portarlo avanti e il suo impatto nel creare un clima positivo che ovviamente avrà degli effetti espansivi sul Pil".

Come lo spiegherebbe ai cittadini?
"Bruxelles vuole uscire dalla logica aritmetica e valutare le cose nel proprio insieme ovvero la fotografia della legge di Stabilità, gli effetti delle riforme sull'economia che la manovra finanzia e come valutare la flessibilità rispetto alle risorse nazionali che sono necessarie per attuare le misure a favore della crescita, a partire dagli investimenti. E' questo l'approccio che la Commissione Juncker adotterà e attraverso il quale vuole differenziarsi dall'esecutivo Barroso. Approccio che il governo Renzi condivide".

Quali sono, in particolare, le riforme di cui Bruxelles valuterà l'impatto sull'economia?
"Mercato del lavoro interno e giustizia civile".

Cosa pensa delle parole del Commissario agli Affari economici Pierre Moscovici che ha parlato di interpretazione creativa delle regole Ue da parte di Renzi a proposito della richiesta italiana di scorporare la spesa per investimenti dal calcolo del deficit?
"Siamo pienamente disponibili ad essere molto pragmatici se più creatività venisse dalla Commissione europea, cosa che non c'è stata nell'esecutivo Barroso. Possiamo essere meno creativi noi a patto che lo sia anche la Commissione Juncker".

Tags:
legge stabilitàrenzijunckergozi
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