Nelle stesse ore in cui il Consiglio dei ministri portava nel Documento programmatico di finanza pubblica 7 miliardi in più per la Difesa, un post pubblicato su LinkedIn da una manager di Leonardo rischia di trasformarsi in un caso nei rapporti tra il gruppo della Difesa e il governo.
Al centro della vicenda c’è Isabella Cattan, SVP di Leonardo e responsabile – come si legge sul suo profilo – del brand nella funzione Communication, insomma un ruolo non proprio irrilevante, anzi. La vicepresident ha infatti rilanciato nelle ultime ore un contenuto di Greenpeace contro il disegno di legge sulla caccia del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, definendolo «vergognoso».
Il tema è particolarmente sensibile per l’ex Finmeccanica, che è una delle principali aziende strategiche italiane, partecipata per il 30,2% dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Secondo indiscrezioni, al ministero dell’Agricoltura la vicenda avrebbe provocato irritazione, spostando il caso dal terreno di una semplice controversia social a quello dei rapporti istituzionali di una società che intrattiene quotidianamente relazioni con il governo e con le amministrazioni dello Stato.
Il contesto, inoltre, non è neutro. Il disegno di legge sulla caccia è al centro da mesi di una dura contrapposizione tra governo e associazioni ambientaliste. Greenpeace sta conducendo una campagna pubblica fortemente critica nei confronti del provvedimento e ha annunciato che il testo dovrebbe arrivare al voto della Camera a novembre. Le valutazioni dell’organizzazione ambientalista sono naturalmente posizioni di parte nel dibattito politico, ma mostrano quanto il dossier sia in questo momento polarizzante.
Non emergono, al momento, comunicazioni ufficiali di Leonardo o del ministero dell’Agricoltura riferite specificamente all’ episodio, destinato a far discutere.
Non sarebbe, infatti, la prima volta che l’esposizione politica di un dirigente o di un vertice di una realtà a forte rilievo pubblico finisce per trasformarsi in un caso. Un precedente riguarda la stessa Leonardo. Nell’aprile 2024 l’allora presidente del gruppo Stefano Pontecorvo partecipò alla conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a Pescara e venne fotografato sul palco con la maglietta della manifestazione recante lo slogan «L’Italia cambia l’Europa». L’immagine provocò le proteste delle opposizioni e arrivò fino in Parlamento attraverso interrogazioni sulla opportunità dell’esposizione politica dei vertici di società e organismi pubblici. In quel caso, naturalmente, il segno della polemica era opposto a quello odierno: a essere contestata era la percezione di una eccessiva vicinanza al partito della presidente del Consiglio.
La domanda, dunque, è legittima: alzeranno le barricate anche questa volta le opposizioni o, nel caso in cui sia il governo ad essere sotto attacco, tutto resterà silente?


