A- A+
Economia
Un lettore di Affaritaliani.it prende carta e penna e scrive una lettera al presidente del Consiglio perché toccato e non d'accordo con il paragone usato da Letta nell'ultima conferenza stampa sul "buon padre di famiglia". Un paragone, secondo il lettore, usato a sproposito, perché in questi otto mesi di governo il premier non si sarebbe assolutamente comportato in maniera tale. Il motivo? Non avrebbe dato l'esempio. Ecco perché.

 

Egregio Sig. Presidente del Consiglio Letta,

negli ultimi giorni tutti gli organi di stampa hanno riportato una sua battuta che riconosco essere molto di effetto ancorchè molto fuori luogo. Mi riferisco alla sua autoqualificazione di “buon padre di famiglia” che se accontentasse tutte le richieste dei suoi figli porterebbe alla bancarotta la famiglia. Abbiamo in comune il fatto di essere padri di famiglia e di avere tre figli. Spero per la sua famiglia naturale che le nostre similitudini non finiscano qui, per quanto riguarda la sua famiglia adottiva, leggasi il popolo italiano per suo asserimento, sicuramente non abbiamo nulla in comune.

Mi permetto di spiegarle un paio di cose sulla paternità. Dal 2008 il mio budget familiare ha subito una graduale ma drastica diminuzione nell’ordine del 30/40%. Nulla di drammatico, probabilmente si viveva troppo sopra le righe, ancorchè a lungo andare si sente. I tagli, ovviamente, hanno riguardato le spese non primarie e, principalmente, le spese personali mie e di mia moglie. Tutte quelle attività molto gradevoli e che contribuiscono a rendere la vita più piacevole sono state lentamente ma inesorabilmente abolite. Non spendo soldi per le mie vacanze da cinque anni, visito i ristoranti non più di cinque/sei volte l’anno, non compro più abbigliamento per piacere ma solo per necessità, non mi concedo praticamente più alcun “lusso” o divertimento che comporti una spesa superiore ad un centinaio di euro ed anche questo molto limitatamente.
Nel frattempo i miei figli continuano ad andare in vacanza, fornisco loro tutto ciò che è necessario alla loro crescita, alla loro vita sociale ed alla loro educazione. Frequentano ottime scuole, in linea con il loro impegno, hanno un'ottima vita ancorchè anche la loro sia ovviamente scesa sensibilmente di tono con la riduzione di molte attività non necessarie.

Vede, sig. Presidente, i miei figli, a differenza dei suoi, non chiedono nulla; non si lamentano, non pretendono e sono felicissimi così come sono. Sarà forse perché io, buon padre di famiglia, ho dato l’esempio? Cambiavo l’autovettura ogni 2/3 anni, ora ho una automobile di 7 anni, praticavo sport costosi con grandissima passione, ed ho smesso, mi concedevo vacanze costose e alberghi belli, non più… e via dicendo. E soprattutto non mi lamento, i sacrifici fatti per i miei figli non mi pesano, sono fatti con naturalezza.

I miei figli non chiedono perché sanno perfettamente che il periodo è molto difficile. Osservando e valutando il mio comportamento si rendono perfettamente conto, essendo persone in grado di valutare la situazione, che non sarebbe giusto chiedermi altri sacrifici per poter migliorare il loro stile di vita corrente. Il mio comportamento è coerente con i sacrifici che chiedo loro. I suoi figli, me incluso, chiedono a gran voce perché il suo comportamento e quello di tutti i suoi membri di governo, del parlamento, del senato e delle amministrazioni non sia assolutamente in linea con un periodo di crisi. Il tenore di vita di coloro che ci governano non è diminuito di un solo euro, nessuna rinuncia, nessun taglio di costi, nessuna diminuzione di benefit, niente di niente.

Mi spiace sig. Presidente, la sua concezione di buon padre di famiglia non solo è ridicola ma, di fatto, offende tutti i buoni padri di famiglia che negli ultimi anni si sono svenati, ed alcuni suicidati, per supportare i diritti e la felicità dei loro figli anteponendo le loro necessità a quelle dei loro figli, cercando in tutti i modi di garantirgli il futuro migliore che si meritano e a cui hanno diritto. Un buon padre di famiglia non continua a spendere per mantenere un livello di vita vergognosamente elevato che non ha eguali in nessun paese del mondo civilizzato mentre i suoi figli fanno fatica a mangiare e molti di fame sono già morti.

Caro Presidente, non è credibile, e se pensa di esserlo allora vuol dire che lei pensa che i suoi figli siano totalmente incapaci di alcuna attività valutativa. Da parte mia incomincerò a crederle il giorno che vedrò i suoi parlamentari, che in Gran Bretagna sono chiamati Public Servant e non Onorevoli, utilizzare i mezzi pubblici, allineare il loro calcolo pensionistico a tutti gli altri Italiani, rinunciare ad una pletora di aiutanti inutili, rinunciare alle ridicole scorte mantenute anche per chi parlamentare non lo è più e tanto altro ancora, allineare i loro compensi a quelli più bassi di qualunque paese civilizzato e non ad una media che gli fa comodo.

Insomma sig. Presidente io, come tantissimi altri italiani, mi sento sfacciatamente preso in giro da queste sue affermazioni, mi sento così preso in giro che ogni giorno che passa mi monta la rabbia verso delle istituzioni che continuano a pensare di essere Onorevoli e non Public Servant. E non mi venga a dire di agire come un buon padre di famiglia quando si riferisce al suo operato professionale. Concludo scusandomi di firmarmi solo con il mio nome di battesimo. Nel caso volesse replicare, cosa di cui dubito fortemente dato lo spessore etico inesistente dei governanti italiani, può farlo tramite degli organi di stampa. Pur essendo un fortissimo sostenitore della trasparenza e del fatto che bisogna sempre difendere e dichiarare il proprio pensiero e non celarsi dietro l’anonimato, le confesso che da qualche anno ho paura di questo stato e ciò mi porta obbligatoriamente ad accantonare i miei principi, anche per proteggere i miei figli, a cui tengo più di ogni altra cosa.

Auguro a lei ed alla sua famiglia naturale un sereno Natale

Giovanni

Iscriviti alla newsletter
Tags:
letta
i più visti
in evidenza
Risolvi il tuo Debito: aiutate più di 300 mila persone in 12 anni di attività

Corporate - Il giornale delle imprese

Risolvi il tuo Debito: aiutate più di 300 mila persone in 12 anni di attività


casa, immobiliare
motori
Nuovo Ranger, creato da Ford ma ideato dai suoi stessi clienti

Nuovo Ranger, creato da Ford ma ideato dai suoi stessi clienti

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.