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Economia

Un occhio all'Europa e uno all'Italia. Enrico Letta si prepara a una due giorni impegnativa. Mercoledì il consiglio dei ministri che dovrebbe approvare il pacchetto lavoro e prendere una decisione sull'Iva. Giovedì il Consiglio europeo. Letta è pronto a dare battaglia: "Quello che ci attende a Bruxelles sarà un confronto duro e importante, un confronto politico". Il premier non nasconde le difficoltà: la crisi "non è ancora finita", mentre restano ancora "ombre" sulla tenuta dell'euro. "Sono bastate negli ultimi giorni - ha proseguito Letta - le notizie arrivate dal Kalshrue, sede della Corte Costituzionale tedesca, e da Atene con la decisione del governo greco di chiudere la tv pubblica, per dare il segno che la crisi non è ancora finita e riporatre immediatamente la tensione sui mercati, facendo risalire i tassi di interesse sul nostro debito e su quello degli altri paesi europei".

Serve un cambio di passo: "O l'Ue dà risposte concrete e immediate o lentamente muore". E il rinnovamento potrebbe partire dall'Unione bancaria, il cui cammino però "è accidentato e ancora in salita".

Prima di discutere con gli altri leader europei, Letta se la dovrà vedere con la non meno complicata situazione del suo governo. Mercoledì il Consiglio dei ministri approverà un primo pacchetto sul lavoro: ci saranno novità per chi assume a tempo indeterminato "in forma di decontribuzione alle imprese che assumono i giovani" e misure sui contratti a termine (con la diminuzione dell'intervallo obbligatorio) "senza diminuire le tutele". Letta le ha definite "scelte indipendenti da quanto accadrà a Bruxelles". Nelle intenzioni del governo, "il decreto legge conterrà interventi per accelerare la creazione di posti di lavoro a tempo indeterminato, attraverso forme di decontribuzione per le imprese che assumono giovani in difficoltà economica o convertono contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato". Il decreto punta a "renderà più agile la disciplina sui contratti a tempo determinato, senza con questo diminuire le tutele - ha continuato Letta - introdurrà misure per ridurre la disoccupazione e l'inattività dei giovani, favorendo l'alternanza scuola-lavoro e l'attivazione di percorsi professionali di medio termine".

I ministri dovranno dare una risposta definitiva anche sull'Iva. Il consiglio del 26 giugno è l'ultima data disponibile prima di luglio, quando dovrebbe scattare l'aumento dell'imposta dal 21 al 22%. Con tutta probabilità l'incremento verrà rinviato di tre mesi. Lo conferma il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta.

Dal fronte Pdl, però, arrivano le barricate. "I governi stanno in piedi se governano - ha affermato Renato Brunetta -. Se Saccomanni propende per una sospensione dell'Iva per tre mesi, questo non va assolutamente bene, è una presa in giro".

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