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Economia
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Letta punta in alto e promette una crescita del 2% entro il 2015. Ma senza sfasciare i conti pubblici. Intervenendo alla decima Conferenza degli Ambasciatori alla Farnesina, il presidente del Consiglio traccia le linee guida della sua azione di governo per i prossimi due anni e, in vista del semestre Ue di presidenza italiana, spiega di volere che "le prossime parole d'ordine" per l'Italia e l'Europa "siano collegate attorno alla parola crescita".

"Ci presentiamo al semestre di presidenza europea con i conti in ordine e prospettive di crescita. Si è arrestata la caduta del Pil, che nel prossimo anno crescerà. E l'abbiamo fatto senza rompere i conti pubblici", ha continuato il premier. "Il 2014 sarà un anno di piena crescita. Non è nostra intenzione sfasciare i conti pubblici, vogliamo tenere i conti in ordine, come farebbe qualsiasi saggia famiglia - ha proseguito Letta -. Tenere i conti in ordine è una base per la crescita come quella che avremo l'anno prossimo e per tenere i tassi di interesse bassi". "L'obiettivo di crescita all'1% nel 2014 e al 2% nel 2015 - ha proseguito è alla nostra portata".

Letta ha anche rimarcato il tema dell'Unione bancaria, definendola "un punto che dobbiamo chiudere: vado domani a Bruxelles determinato a raggiungere questo obiettivo". "Se l'Europa è andata in crisi è perché non c'era l'unione bancaria. La crisi non sarebbe stata così violenta se ci fosse stata. Questo impegno per noi è fondamentale e intendiamo portarlo avanti", ha detto il premier. "L'idea di avere una crescita senza occupazione è un grande incubo, dobbiamo avere crescita con l'occupazione. Il Consiglio Europeo di domani e venerdì sarà importante per prima delle quattro unioni, quella bancaria". Soprattutto "il tasso di cambio dell'Euro è maledetto" e ci vuole "un intervento europeo per modificarlo".

Durante il discorso il presidente del Consiglio ha ricordato come il Governo abbia "vissuto otto mesi sulle montagne russe, ma intende vivere i prossimi mesi con determinazione e impegno. Nonostante le difficoltà vogliamo che l'Italia torni a pensare in grande. Expo 2015 e il semestre di presidenza dell'Unione Europea sono due grandi occasioni per questa sfida. Pensare in grande è possibile, sono convinto che ce la faremo". "L'Italia è un grande Paese ma dà il meglio di sé quando ha scadenze davanti - ha spiegato Letta -. L'Expo rappresenta una scadenza importante, per far in modo che il nostro Paese racconti al mondo un'esposizione universale europea, positiva e che riesca a rappresentare lo stesso messaggio delle Olimpiadi del 1960".

Per Letta è stato "uno dei ministeri più toccati dalla logica perversa dei tagli lineari negli anni scorsi, logica perversa senza intelligenza", ha spiegato il premier in un passaggio del suo discorso. "Il termine dei tagli lineari è la nuova logica della spending review, è l'impegno e la promessa che mi prendo con voi".

"C'è l'impegno a tutto campo del Governo nei rapporti con l'India per la vicenda dei marò. E' un impegno quotidiano e continuo che continuerà fino a quando non ci sarà un risultato che tutti ci aspettiamo". Rivolgndo "un pensiero di vicinanza e solidarietà" a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il segretario generale della Farnesina, aprendo i lavori, ha detto a sua volta che al caso dei due fucilieri "sarà dedicato domani un panel specifico per discutere ciò che l'Italia sta facendo e farà a livello bilaterale e multilaterale per averli quanto prima a casa".

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