A- A+
Economia
Letta-Squinzi, c'eravamo tanto amati . Confindustria molla il governo

Di Andrea Deugeni
twitter@andreadeugeni

Il caso Electrolux è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il ritardo e la timidezza dell'intervento del governo Letta, che hanno fatto finire nel mirino delle critiche il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e spinto il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi a prendere carta e penna per chiedere a Palazzo Chigi di neutralizzare in maniera definitiva il "rischio desertificazione industriale", sono state il colpo d'accetta definitivo su un legame già logoro. E' troppo tempo ormai che gli industriali ricevono dall'esecutivo solamente tante delusioni. Soprattutto dopo l'approvazione della legge di Stabilità, momento in cui dopo le promesse del governo seguite al patto di Genova (con la Triplice sindacale) e i mesi autunnali in cui gli imprenditori puntavano a portare a casa un deciso taglio del cuneo fiscale da 10 miliardi in un solo anno, la Confindustria si è ritrovata invece con un misero allentamento della pressione fiscale (oltretutto splittato in tre anni) in mano.

E così Giorgio Squinzi, che nel frattempo è stato corteggiato da Matteo Renzi ansioso di crearsi un consenso sempre più largo alla sua futura azione politica, soprattutto in vista delle elezioni e dello scontro finale con Grillo, ha detto basta e si è iscritto al partito di chi, appena approvata la nuova legge elettorale, vuole andare subito al voto. Al di là della riforma del titolo V della Costituzione in grado di cambiare il bicameralismo perfetto e iniziare a incidere sui quei costi della politica tanto invisi anche in Viale dell'Astronomia, la Confindustria vuole un cambio di passo. Stop. Basta: non c'è più tempo per il tirare a campare, i veti incrociati, ecc...e, secondo quanto raccontano fonti interne ad Affaritaliani.it, le larghe intese non rappresentano per la confederazione di Squinzi la garanzia di riuscire a portare il Paese fuori dalla palude della stagnazione e di una crescita, come ama spesso ripetere il numero uno di Confindustria, "da prefisso telefonico".

squinzi
 

La decisione di Mr Mapei di staccare metaforicamente la spina deriva anche dal fatto che l'immobilismo-timidezza del governo Letta rischia di non permettere all'Italia di cogliere il vento della ripresa che inizia a soffiare sull'Europa e di attrarre quei capitali che finalmente al Wef di Davos hanno invece fatto capire di aver voglia di business e di essere a caccia di buone occasioni. Agli orecchi del numero uno di Viale dell'Astronomia sono risultati, quindi, privi di fondamento e di coerenza l'ottimismo sull'Italia e gli annunci del premier Enrico Letta in missione negli Emirati Arabi per fare affari in vista dell'imminente round di privatizzazioni in cima all'agenda di Palazzo Chigi ("Il Paese è a un punto di svolta, io sono ottimista perchè per la prima volta tagliamo il debito dopo 6 anni, la situazione sta cambiando, la crescita sarà l'1% quest'anno e il 2% l'anno prossimo", ha affermato il presidente del Consiglio ad Abu Dhabi).

"O si cambia passo con il governo esistente o ad un certo punto è meglio andare a votare", ha sentenziato durante la trasmissione tivù In 1/2 Ora Squinzi, secondo cui "per grazia divina la situazione economica del Paese non cambierà". Letta gli ha risposto piccato: "Sono convinto che ognuno debba fare il suo lavoro ed è bene che Confindustria aiuti il Pil del Paese". Quasi un richiamo per le imprese a lamentarsi di meno e a tornare ad assumere per fare la propria parte sulla domanda interna.

Chi conosce il mansueto Squinzi spiega che il patron della Mapei è ormai stufo dell'andazzo Letta non sembra aver gradito l'ennesimo pressing, arrivato da una sponda ritenuta fino a poco fa "amica". Ora, il 2015 per il governo Letta sembra più lontano.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
lettasquinziconfindustriaemirati arabiprivatizzazioni
i più visti
in evidenza
La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

Corporate - Il giornale delle imprese

La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia


casa, immobiliare
motori
ŠKODA KAROQ: il SUV boemo di grande successo si aggiorna

ŠKODA KAROQ: il SUV boemo di grande successo si aggiorna

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.