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Economia
Tasse, Renzi ci sta calpestando

Di Alessandra Peluso

Gentilissimo on. Dott. Matteo Renzi,

dopo l'ennesima tassazione sulla gente che ha ancora un lavoro riguardo "Pos" e carta di credito per registrare le spese che si effettuano oltre i 30 euro e costringere anche i pensionati ad avere un conto in banca, mi è venuto spontaneo scrivere queste riflessioni. È triste, è deprimente per tutti coloro che stentano ad andare avanti, e vivono - diciamo così - solo per pagare le tasse. Che senso ha la vita? Me lo chiedo, è meravigliosa, vale la pena sempre viverla, anche nella povertà e nel dolore, riprendendo i pensieri di Camus e Nietzsche, ma così è troppo.

Sembra che ogni giorno il governo affili il coltello e lo addentri senza pietà nel corpo di ogni cittadino - mi riferisco agli onesti - ovviamente, a chi e son tanti si rompono la schiena per 10, 20 euro al giorno. Fra tutte le tasse, ormai non si sa più quale inventare, è arrivata l'ennesima. Chi ne beneficiano? Non certo i cittadini, né l'Italia, ma le banche. Com'è possibile, mi chiedo, parlando della situazione nella quale versano gli italiani, e non le parlo della mia personale situazione perché sarebbe inopportuno; analizzo semplicemente il mio Paese, l'Italia, il mio Salento e penso che non si può più continuare in questo modo, senza rotta, finiremo come i tanti naufraghi.

Ogni giorno l'unica riforma riguarda le tasse, tasse su tasse, dove ci condurrà? Lei se lo chiede? Si ha tanta forza, energia, entusiasmo ma è una continua fatica, un incessante trascinarsi a stento. Persone che hanno dato la vita per lavoro si trovano ora a ricevere pensioni minime ulteriormente tassate, ci ritroviamo a pagare "Imu" e tutto ciò che riguarda la casa, ma il paradosso risiede nel fatto che la casa, la nostra casa, il rifugio costruito con i sudori di una vita, non ci è stata regalata a nostra insaputa, né l'abbiamo rubata. E i giovani, noi giovani, nessuno se ne importa. Siamo diventato un baluardo per la società non una risorsa. Eppure lei è un giovane, capace, intraprendente. Per quale motivo dunque obbligare gli italiani a pagare le tasse sulla casa? Sull'unica casa che si possiede? Come si fa poi a pagare le tasse e a non evaderle come un cittadino degno di tal nome se poi non c'è lavoro? Da dove si prendono i soldi? Se lo domanda? Dove bisogna andare? A chi rivolgerci per chiedere un lavoro? Per le vie non esistono più i sorrisi, solo rabbia e aggressività, chissà dove condurrà?

C'è malessere, corpi senz'anima e spesso senza pensiero, perché forse non pensare fa comodo. Scrivo queste righe, per chiedere umilmente una riflessione, la sua forse, chissà e di coloro che guadagnano 20.000, 30.000 euro e più, uomini, donne, sinistra, destra, centro che hanno una coscienza. Credo fermamente che non esista un'ideologia oggi, non c'è una destra nè una sinistra, ci sono uomini che dagli anni '80 all'attuale 2014 accompagnano - come nei funerali - gli italiani, dove? Non a vivere. Eppure la nostra Italia è ricca di risorse che si potrebbero utilizzare per tutti.

Sabato 28 giugno, qui a Lecce (Puglia), si è manifestato per i diritti degli omosessuali, ebbene credo che sia necessario manifestare per i diritti delle persone tutte, calpestati quotidianamente: diritto alla vita, alla salute, alla dignità e in primis il diritto al lavoro sancito dalla bistrattata Costituzione italiana. Nessuno ha lavoro, o meglio pochissimi possono vantare di averlo e non si può pretendere di pagare, pagare e soltanto dare soldi per cosa? Per chi? Non so se incombe il destino gattopardiano, ma in Italia si cambia tutto per non cambiare mai nulla. È ciò che vedo, non è pessimismo, né nichilismo, ma fotografo solo la realtà, la drammatica realtà di una vita che ascolto, vedo, vivo quotidianamente, illudendomi che domani sarà diverso. La crisi migliora - sostiene Einstein - i momenti negativi aiutano a spronare le menti al cambiamento. E sono d'accordo; tuttavia, gli unici a cambiare sono i problemi, che diventano sempre più onerosi e oltre ai nostri dobbiamo, anzi dovremmo occuparci anche di quelli della povera gente che arriva dalle coste africane in cerca di sogni. I nostri oramai li ha rubati il vento!

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