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I Ligresti devono 25,7 milioni. Il Fisco chiede il conto a Unipol

cimbri

Ammonta a 25,7 milioni di euro il conto che l’Agenzia delle entrate ha presentato poche settimane fa a Unipol per parte dei maxi compensi pagati da Fonsai, oggi sotto il controllo della compagnia bolognese, agli ex amministratori sotto la gestione Ligresti. Sotto la lente del fisco sono finite anche le sponsorizzazioni concesse nello stesso periodo a Laita’, la societa’ che possedeva i cavalli di Jonella Ligresti. La contestazione riguarda la deducibilita’ delle cifre e vengono quindi richiesti gli arretrati di Ires e Irap, con interessi e sanzioni.

Lo scorso 30 luglio, mentre le assemblee di Unipol e Fonsai votavano la nuova azione di responsabilita’ contro i Ligresti, l’ufficio grandi contribuenti della direzione regionale della Toscana dell’Agenzia delle Entrate ha notificato al gruppo assicurativo dieci avvisi di accertamento, in cui viene contestata la deducibilita’ di parte dei compensi corrisposti nel periodo 2004-2008 da Fonsai agli amministratori. Negli avvisi di accertamento e’ contestata anche, relativamente allo stesso periodo, la deducibilita’ dei costi per la sponsorizzazione della societa’ Laita’. Unipol sta valutando la possibilita’ di impugnare gli accertamenti; nel frattempo, ritiene “congrui a fronteggiare il rischio” gli accantonamenti gia’ effettuati, si legge nella relazione semestrale. In caso di acquiescenza, l’importo richiesto dal Fisco al gruppo Unipol si ridurrebbe a 13,7 milioni di euro. L’origine delle contestazioni e’ da trovarsi nelle motivazioni contenute nella relazione messa a punto dal commissario ‘ad acta’ nominato dall’Ivass, Matteo Caratozzolo, per l’azione di responsabilita’, oltre che da alcune relazioni del collegio sindacale, dalla lettura del provvedimento sanzionatorio emesso dalla Consob a fine 2012 e dalle attivita’ svolte su delega della Procura di Firenze.