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Economia

 

 

bernard tapie 500 2Bernard Tapie

Si complica in Francia l'affare Tapie. E chiama in causa, oltre a Christine Lagarde, anche Nicolas Sarkozy. A lanciare accuse chiare è stato proprio l'imprenditore francese Bernard Tapie, presidente dell'Olympique Marsiglia tra il 1986 e il 1994, accusato di frode organizzata in merito alla vendita del marchio Adidas.

L'uomo, con un passato anche da politico e da attore, è stato arrestato nei giorni scorsi nell'ambito di un'inchiesta che risale a cinque anni fa, quando, al termine dell'arbitrato con la Credit Lyonnais, durante la cessione del marchio si porto' a casa circa 400 milioni di euro. Un processo che, a quanto sostengono gli inquirenti, sarebbe stato favorito da Christine Lagarde, ex ministro dell'Economia nel Governo Sarkozy.

Tapie, per gli inquirenti, fu parte di un'associazione a delinquere per ottenere un risarcimento sproporzionato. All'epoca il magnate era in difficolta' e cedette la societa' di prodotti sportivi al Credit Lyonnais. Tapie accuso' la banca, di proprieta' statale, di averlo defraudato sottovalutando la societa' che riusci' a pagare circa 23 milioni e a rivenderla per 230. Per decidere rapidamente Lagarde decise di risolvere la controversia tramite un arbitrato che garanti' a Tapie la restituzione della somma ottenuta dalla banca ed un risarcimento.

Secondo quanto rivelato dal quotidiano Le Monde, l'arbitrato in questione sarebbe stato "truccato". In particolare, gli inquirenti avrebbero rivelato "un'intesa tra Tapie, un arbitro e l'entourage di Sarkozy". Nella vicenda sono coinvolti anche Stephane Richard, il numero uno di Orange/France Telecom iscritto nel registro degli indagati, Jean-Francois Rocchi, responsabile della gestione dei passivi del Crédit Lyonnais, e uno dei giudici dell'arbitrato, Pierre Estoup.

Secondo i giudici avrebbero di fatto costretto lo Stato ad accettare un compromesso contrario ai suoi interessi: l'arbitrato si chiuse infatti con la condanna dell'ente che gestiva il debito della banca a pagare 285 milioni di euro a Tapie, cifra che raggiunse quota 400 milioni con gli interessi. Lagarde, per il momento e dopo due giorni di interrogatori del Tribunale dei ministri, è "testimone assistita": il tribunale non la ritiene estranea ai fatti, ma garantirà i suoi diritti fino a quando non deciderà, eventualmente, di metterla sotto esame.

Tapie però non ci sta ad essere il capro espiatorio e grida al complotto. Durante un'intervista al canale France 2, l'imprenditore ha infatti dato la sua versione dei fatti. Nella sua prima uscita dopo 96 ore di carcere, ha detto che fu proprio la Lagarde a decidere di ricorrere all'arbitrato e che "è impensabile che Nicolas Sarkozy non abbia dato il via libera. Ha sempre dato il via libera ".

"Sì, signore, è un complotto!", ha continuato Tapie."Mi spiego, è molto semplice. La sera della vittoria della Coppa del Mondo di calcio (dalla Francia nel 1998),  vinta da una squadra composta per oltre la metà da  giocatori del Marsiglia, ho cercato di ottenere un invito per la finale (...) Ma non avevo il diritto a un invito. E Didier Deschamps, quando ha alzato il trofeo, nella sua la prima dichiarazione ha detto 'questa Coppa la dedico a Bernard Tapie'. Ci sono due France, signori, quella di chi ha diritto e quella di chi non ha diritto".

Tapie denuncia anche di essere stato vittima di un attacco mediatico senza precedenti. Non solo: l'uomo, ormai 70enne, ha sottolineato che le 96 ore di custodia cautelare in carcere a cui è stato sottoposto sono un fatto "estremamente raro" per reati di natura finanziaria.

 

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