Cieli a rischio paralisi, domani quando i piloti di Lufthansa si asterranno dal lavoro dalle 8 alle 24 con il tredicesimo sciopero in 18 mesi. Insomma continua il braccio di ferro tra l’azienda – impegnata a ridurre i costi per far fronte alla crescente concorrenza di Ryanair e Easyjet – i lavoratori che chiedono garanzie su retribuzioni e pensionamenti. Nel frattempo le agitazioni sono già costate al vettore tedesco oltre 300 milioni di euro.
La rottura è nelle trattative è arrivata la scorsa settimana dopo che i sindacati avevano offerto l’innalzamento dell’età pensionabile a 60 anni per allinearsi proprio a EasyJet. In cambio, però, i lavoratori chiedono un passo indietro alla compagnia sull’utilizzo di contratti “non tedeschi”: Lufthansa, infatti, sta assumendo attraverso Eurowings che ha una licenza austriaca. “Facciamo quello che fanno altri operatori low cost e molti piloti Lufthansa si sono offerti per passare da una società all’altra” ha detto a Reuters il Ceo del gruppo tedesco Carsten Spohr.
Le trattative restano così a un punto morto e mentre l’Europa rischia la paralisi dei cieli e migliaia di passeggeri restano a terra la compagnia assicura che fornirà tutta l’assistenza necessaria. Facendo salire ancora quei costi che cerca disperatamente di tagliare.
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Sciopero Lufthansa: l’astensione dal lavoro arriva dopo la rottura nelle trattative per il taglio dei costi: i sindacati propongono di alzare l’età pensionabile, ma chiedono garanzie sulle retribuzioni
