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FonSai: aerei, appartamenti e lussi. Il costo dei Ligresti nelle mail di Peluso

 

 

Ligresti

twitter @andreadeugeni

 

Auto di lusso, aerei, appartamenti, uffici, segretari personali e autisti. Una vita di lussi e spese pazze che Salvatore Ligresti e i suoi figli Giulia, Jonella e Paolo conducevano sulle spalle degli altri azionisti di Fondiaria-Sai. Da una mail inviata da Mauro Ferrante, manager (figlio dell’ex Prefetto di Milano) che lavorava nella parte immobiliare della galassia FonSai e incaricato di fare la ricognizione delle spese, al direttore generale Piergiorgio Peluso (mail trascritta nelle carte della Procura di Torino) emergono tutti i costi della vita più che agiata che i componenti della famiglia scaricavano sulla compagnia assicurativa. Costi che, assieme agli emolumenti d’oro girati all’Ingegnere e ai suoi rampolli, ai lucrosi guadagni della famiglia nelle operazioni immobiliari infragruppo con lo schema contrattuale della compavendita di cosa futura e ai contratti d’oro per la consulenza di persone più o meno vicine ai Ligresti, fanno circa quei 100 milioni di euro con cui Peluso ha quantificato la pervasività dell’azionista di maggioranza nel gruppo Fondiaria-Sai

Gli immobili sono sempre stati il pallino dell’Ingegnere di Paternò, passione che non solo risulta propietario di una villa immersa nel verde di San Siro, ma ha a disposizione pure un’abitazione in viale Majno (di Immobiliare FonSai occupata senza contratto), due foresterie in piazza Repubblica (affitto pagato da Fondiaria Sai e FonSai) e un ufficio in via Locatelli (di proprietà di Immobiliare Lombarda e Immobiliare Fonsai che se lo sono reciprocamente affittato). Jonella e Paolo, invece, hanno disponibili due appartamenti a Roma in via delle Tre Madonne (di Milano assicurazione e occupati senza contratto) mentre Giulia usa un alloggio a Milano, nella chiccosissima via Vincenzo Monti (di Fonsai e senza contratto).

A disposizione del patron Salvatore c’erano poi due Mercedes S320 e un’Audi A6, tutte in leasing pagato da Fonsai. Jonella poteva usufruire di sei macchine: una Mercedes SL62, tre Bmw, una Fiat 500 e una Toyata Aursi. Per Giulia un’auto in meno: un’Alfa Romeo 159, due Audi A8, una Mercedes GL 500 sport e una Mini Cooper. Per Paolo nove macchine (due Lexus, due Audi, una Subaru Impreza, due Citroen e due Mercedes) e uno scooter Aprilia. Tutti veicoli di proprietà o in leasing di società del gruppo.  Jonella, poi, aveva la fissa dell’aereo privato, un Falcon da 6mila euro l’ora.

Con quest’ampi disponibilità di auto, case e uffici, i Ligresti non potevano non avere autisti e segretari personali. Così Salvatore aveva al suo servizio dieci persone (5 segretari e 5 autisti). Jonella ne aveva sei (fra cui due segretarie, un autista, e pure una addetta al “supporto linguistico”). Giulia e Paolo otto dipendenti a testa. Tutti ovviamente pagati da società del gruppo.