Squillo di trombe a Piazza Affari, dove Luxottica, la “bella addormentata” del listino azionario italiano (fino a ieri sera la performance a un anno era pari a -0,8%), si ridesta e segna un rialzo di oltre il 5,5% col titolo che oscilla poco sopra i 52 euro per azione, dopo aver toccato un massimo intraday di 53 euro. A ridestare dal letargo la società di Leonardo Del Vecchio non sono tanto i risultati trimestrali della futura sposa Essilor (a sua volta in rialzo di quasi il 5% a Parigi), sostanzialmente in linea con le attese, né le previsioni per il 2018, apparse anzi leggermente più prudenti di quanto era lecito attendersi, bensì due annunci arrivati a breve distanza l’uno dall’altro, relativi al via libera incondizionato alla fusione tra i due gruppi da parte delle autorità antitrust europee oltre che da quelle statunitensi.

Visto che la scorsa settimana era già arrivato un analogo via libera del Cade (l’Antitrust del Brasile), tredicesima authority a dare il suo benestare all’operazione, a questo punto resta solo da ottenere il disco verde delle autorità cinesi, che potrebbe giungere a breve (il management di Essilor nel presentare i risultati del quarto trimestre 2017 e la “guidance” per il 2018 ha anticipato un completamento della fusione entro il primo semestre), per poter poi veder decollare un’integrazione destinata a dar vita ad un nuovo colosso dell’occhialeria mondiale, con presente in oltre 150 paesi con 140 mila dipendenti e un giro d’affari atteso di oltre 17 miliardi di euro l’anno, per il 54% realizzati in Nord America, per il 22% in Europa, per il 18% in Asia (Cina in testa), Medio Oriente e Africa e per il 6% in America Latina (Brasile in particolare).
A guidare inizialmente il nuovo gruppo sarà Hubert Sagnieres, già numero uno di Essilor, che durante la presentazione della trimestrale ha ribadio come Essilor sia “una storia di crescita e con Luxottica continueranno ad essere una storia di crescita”, dato che le due società stanno “investendo per accelerare la crescita” e che una volta integrate vi saranno maggiori sbocchi sul mercato retail per i prodotti francesi (lenti oftalmiche). Attualmente, ha ricordato Sagnieres, l’industria ottica fattura circa 100 miliardi di dollari l’anno a livello mondiale, ma è sotto-penetrata.

La vista insufficiente è un handicap in tutto il mondo, con miopia e presbiopia in forte aumento in parallelo all’allungamento della vita media delle persone. Sicché “il valore reale del mercato se tutti i consumatori che ne hanno bisogno correggessero la loro vista è un mercato globale da 450 miliardi di dollari”.
Tra i mercati da cui si attende già da quest’anno risultati importanti in termini di crescita Sagnieres ha citato gli emergenti asiatici come Indonesia e Vietnam, ma anche India e Cina, per non parlare di Usa e Brasile sembrano molto promettenti.
Discorso a parte poi per l’e-commerce, che per Essilor è arrivato a toccare i 440 milioni di ricavi del 2017 (+39% sul 2016) e quest’anno dovrebbe raggiungere i 500 milioni. Quanto ai risultati futuri, dopo aver visto nell’ultimo trimestre del 2017 il fatturato salire del 5,1% su base comparabile (contro il +3,8% atteso dal mercato), per quest’anno si punta a registrare un +4% a parità di perimetro rispetto ai dati 2017. Musica per le orecchie non solo di analisti e piccoli azionisti, ma soprattutto di Leonardo Del Vecchio, che con una quota di almeno il 31% (ma potrebbe salire sino ad un massimo del 38% secondo gli accordi) sarà di gran lunga il principale azionista singolo di un gruppo che in borsa varrà oltre 48,7 miliardi (contro i meno di 24 miliardi attuali della sola Luxottica).
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La quota di Del Vecchio varrà dunque non meno di 15 miliardi e scusate se è poco; in più dato che la politica di dividendi è stata già confermata e che alle quotazioni attuali il rendimento da dividendo (“dividend yield”) oscilla tra l’1,35% di Essilor e l’1,9% di Luxottica, l’imprenditore e i suoi eredi dovrebbero poter contare su un flusso di dividendi tra i 780 e gli 800 milioni di euro l’anno. Quanto basta per pensare anche qualche nuovo investimento, magari arrotondando le quote in Foncière des Regions o in Generali.
Luca Spoldi

