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Manager/ Chi è Marco Ferrero, il fisico arrivato da Nexi per guidare Edenred Italia nell’anno del tetto ai buoni pasto

Il ritratto del top manager

Manager/ Chi è Marco Ferrero, il fisico arrivato da Nexi per guidare Edenred Italia nell’anno del tetto ai buoni pasto

Edenred, chi è il nuovo Ad Marco Ferrero

Per il buono pasto più famoso d’Italia arriva un manager cresciuto tra carte di credito e Pos. Dal 15 ottobre Marco Ferrero è amministratore delegato e direttore generale di Edenred Italia, la società che negli anni Settanta ha portato nel nostro Paese il Ticket Restaurant. Arriva da Nexi, dove ha guidato le attività italiane, e raccoglie il testimone da Fabrizio Ruggiero. Dopo cinque anni alla guida della filiale, Ruggiero è stato chiamato nel quartier generale alle porte di Parigi, nel comitato esecutivo del gruppo, con la responsabilità mondiale dei benefit aziendali.

Dalla fisica a Nexi

Il suo è un percorso poco convenzionale per chi oggi vende buoni pasto e welfare aziendale. Ferrero si laurea in fisica e poi vola in California per un master alla Stanford Graduate School of Business. Nel 1997 entra in Bain & Company, la stessa scuola di consulenza da cui sono usciti il suo predecessore Ruggiero e il presidente e Ad di Edenred, Bertrand Dumazy.

Dieci anni dopo lascia la consulenza per l’industria e passa a Vodafone. Sono gli anni in cui il telefonino diventa smartphone e lui lavora proprio sul mercato di massa: nel 2009 è responsabile dei prodotti consumer, nel 2011 diventa Regional Vice President.

La strada verso i pagamenti si apre nel 2014, quando entra in CartaSi come direttore vendite per l’Italia. L’azienda sta per cambiare pelle. Nel 2016 arriva come amministratore delegato Paolo Bertoluzzo, un altro ex Vodafone, e da CartaSi nasce Nexi, che con le fusioni con Nets e Sia diventerà uno dei leader europei del settore.

Ferrero cresce insieme all’azienda: direttore commerciale dal 2017, Chief Country Officer dal 2022. In pratica è l’uomo che presidia l’Italia, il mercato da cui Nexi ricava la parte più consistente del fatturato. Nelle interviste di quegli anni parla soprattutto di diffusione dei pagamenti elettronici, che nel 2020, intervistato da CorCom, definiva «imprescindibili per un Paese moderno».

La partita dei buoni pasto

Adesso però il terreno di gioco è un altro, e non è dei più comodi. Dal 1° gennaio le società che emettono buoni pasto non possono chiedere a bar, ristoranti e supermercati commissioni superiori al 5%, quando in passato si arrivava anche oltre il 20%. Edenred, che in Italia è il primo operatore del settore, si era opposta alla norma e aveva stimato un colpo da circa 120 milioni l’anno sull’Ebitda. Il gruppo considera il 2026 un anno di transizione e conta di tornare a crescere dal 2027.

A complicare il quadro c’è l’Antitrust, che a marzo ha aperto un’istruttoria su Edenred per presunto abuso di posizione dominante dopo le segnalazioni della grande distribuzione. Il procedimento dovrà chiudersi entro settembre 2027 e le contestazioni sono ancora tutte da verificare.

Ferrero, dal canto suo, ha già indicato la direzione: allargare la platea dei clienti e portare buoni pasto e welfare anche nelle piccole e medie imprese. Per uno che ha passato oltre dieci anni a convincere esercenti e consumatori a pagare con una carta, la sfida non è del tutto nuova.

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