Manageritalia all’attacco del governo Renzi. L’associazione, in una nota, denuncia l’assenza della lotta all’evasione fiscale, sia dalle intenzioni, che dalle azioni, dell’attuale esecutivo parlando di “una vera e propria elusione e evasione dal problema”.
“Nella fervente, rapida e incessante azione del Governo Renzi per cambiare il Paese – dice Guido Carella, presidente Manageritalia – manca del tutto il capitolo evasione fiscale. Un’assenza ingiustificata e ingiustificabile, visti i sacrifici che ormai da anni e ancora oggi si chiedono ai cittadini onesti, soprattutto dipendenti e pensionati a reddito medio-alto. E ci preoccupa soprattutto che l’evasione fiscale sia assente sia dalle azioni, che dalle intenzioni”.
Pochi dati, raccolti e elaborati da Manageritalia, – spiega la nota dell’associazione – peraltro noti a tutti, seppure poco reclamizzati, mettono a fuoco il fenomeno. Banca d’Italia, ma potremmo dire tutti i più autorevoli centri studi e istituzioni nazionali e internazionali, stima il gettito perso ogni anno per l’evasione fiscale in circa 200miliardi di euro, 36 dei quali dovuti alla sola Iva evasa o elusa. E questo non basta, perché anche quando, di rado, l’evasione viene accertata e sanzionata, il recupero fa acqua da tutte le parti. Infatti, dal 2000 al 2012 gli uffici delle Entrate hanno accertato e sanzionato 807,7 miliardi di euro di evasione, ma la somma poi effettivamente riscossa è di soli 69,1 miliardi. Ultimo, ma non per ultimo, una fotografia di chi evade. Secondo un recente studio di Banca D’Italia presentato il 5 marzo 2014 alla Commissione Finanza e Tesoro del Senato, la propensione ad evadere è in media nell’intera popolazione paria al 13,5%, più negli uomini (17,3%) che nelle donne (9,9%), nei più giovani (fino a 43 anni 19,9%) che negli anziani (2,7%), più al Centro (17,4%), che al Nord (14,8%) o al Sud (7,9%), più nei rentier (83,7%) e nei lavoratori autonomi e imprenditori (56,3%) che nei lavoratori dipendenti (-1,6%) e pensionati (-0,8%). E, si badi bene, calcoli di Manageritalia sui dati relativi alle dichiarazioni dei redditi 2012 dicono che il gettito Irpef nel 2012 si avvicina a 152,3 miliardi di euro, meno dell’evasione, e che lavoratori dipendenti e pensionati pesano per l’86,7% dei contribuenti e il 92,6% dei redditi dichiarati. Ma soprattutto che lavoratori dipendenti e pensionati che dichiarano almeno 40mila euro lordi annui sono il 7% dei contribuenti (2,85 milioni di cittadini, di cui 1,91 milioni i soli dipendenti) e concorrono per il 42% al gettito totale Irpef.
“Insomma – chiude Carella – lo Stato nei confronti dei suoi cittadini è uno, nessuno e centomila. È uno solo con i dipendenti e pensionati, che devono pagare tutto fino all’ultimo euro, e a volte, recentemente troppo spesso, si vedono chiedere ulteriori esborsi da uno Stato forte del fatto che ha un controllo pieno sui loro redditi (dipendenti) o che li ha in affido e autoritariamente ne trattiene una parte (pensionati). È nessuno e centomila con tutti gli altri. Vorremmo quindi che l’evasione fosse finalmente messa al centro della rottamazione di quell’Italia che non va e della ricostruzione di quella in cui vogliamo vivere tutti. Certo, la sua totale assenza nelle azioni e intenzioni del Governo ci preoccupa. Così come ci preoccupa che il Senato abbia recentemente votato ad ampissima maggioranza il dimezzamento delle imposte dovute nel caso di rientro di capitali e depenalizzato i reati di frode con altri artifici e di omessa o infedele dichiarazione. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, da noi oggi su questo tema è notte fonda”.
